Scuola, Renzi si sbugiarda sui precari. Rampelli: «Governo di dilettanti»

4 Mar 2015 18:41 - di Valeria Gelsi
scuola renzi

Il “trucchetto” del video postato su Facebook non ha funzionato: nonostante le rassicurazioni, i numeri mostrati con le slide, l’esaltazione della campagna d’ascolto, Matteo Renzi non è riuscito a mascherare il bluff sulla scuola e, in particolare, sul tema dei precari.

Sui precari restano solo le promesse

All’indomani del buco nell’acqua del Consiglio dei ministri sulla riforma e dell’ammissione che a settembre serviranno ancora supplenti, sul presidente del Consiglio si addensa una pioggia di critiche. E non c’è nessun altro su cui scaricare le colpe: è stato Renzi stesso ad annunciare, mesi fa, che a settembre non ci sarebbero stati più supplenti, perché i precari della scuola sarebbero stati tutti assunti. Aveva dato anche una tempistica: 150mila precari stabilizzati a settembre, assunzioni solo per concorso dal 2016, l’ingresso nella scuola di 40mila «giovani qualificati» entro il 2019. E ancora, a partire da gennaio di quest’anno tutti i provvedimenti normativi per realizzare questo ambizioso cronoprogramma. Peccato che ieri si sia dovuto rimangiare la parte operativa del piano, limitandosi a confermare solo le promesse.

Per il Codacons l’unica via è il tribunale

Dal governo «arrivano solo chiacchiere in tema di scuola e pochi fatti concreti», ha commentato il Codacons, secondo cui i tribunali sono l’unico luogo in cui i docenti possono vedere riconosciuti i propri diritti. «Mentre ancora non si sa se, come e quando verrà risolto il problemi degli insegnanti precari italiani, già 2.200 sentenze dei tribunali di tutta Italia hanno riconosciuto un diritto indiscutibile dei docenti: quello a ottenere il risarcimento per gli anni di precariato cui sono stati ingiustamente sottoposti», ha sottolineato l’associazione dei Consumatori.

Dal governo «un dilettantismo sfacciato»

E se Il Mattinale di Forza Italia ha paragonato il premier a Forrest Gump e ha definito quello sulla scuola l’ennesimo flop del premier, è stato Fabio Rampelli di FdI a ricordare che «la confusione e l’instabilità creati in questi giorni mettono a disagio la scuola». «Questo governo è afflitto da una patologia incurabile: abuso di annunci, una sorta di metastasi da slide», ha proseguito il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, chiarendo che «chi s’intende di scuola sa che senza un decreto legge i tempi tecnici delle assunzioni dei precari, fossero anche 50mila e non 150mila come si diceva, non ci sono». «Il problema è la copertura economica, ma un governo serio avrebbe dovuto porre questa questione in cima alla classifica delle priorità», ha sottolineato ancora Rampelli, spiegando che «senza soldi è stato deleterio alimentare speranze tra i precari e tra le famiglie. Del resto, tutto il documento sulla “buona scuola” ha posto in evidenza un dilettantismo sfacciato».

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