Scuola, l’ex ministro Profumo attacca: solo dettagli e niente sostanza

Non ci sarà alcun decreto sulla cosiddetta «Buona scuola» da parte del governo e almeno è una buona notizia, ma purtroppo è l’unica. Dopo mesi di attesa, annunci, slogan sulla riforma che doveva rivoluzionare la scuola italiana, Renzi presenterà un disegno di legge, prendendo in contropiede la stessa titolare della Pubblica istruzione Giannini che ha saputo dello stop al decreto appena poche ore prima della sua presentazione. La scelta di Renzi rimette tutto in discussione. I tempi tanto per cominciare. Ma è sull’intero assetto della riforma prossima ventura ci sono forti perplessità. A esprimerle su Affariitaliani.it è l’ex ministro della scuola del governo Monti, Francesco Profumo.

Scuola, i consigli di Profumo

La riforma della scuola? È un’operazione che ha bisogno di esser meditata, anche perché i risultati non si vedranno domani mattina, ma nel corso degli anni», risponde, quindi meglio una discussione che un decreto. Ma la dilatazione dei tempi è comunque la si rifgiri un forte ostacolo a un cambiamento di qualsiasi tipo. Per esempio. Ma ce la farà così Renzi ad assumere i 150mila precari entro settembre? «È un dettaglio del progetto. Il vero tema sono le risorse e inserire la priorità della scuola all’interno del piano Juncker per il nostro Paese», risponde Profumo. d è su questo aspetto che la presunta “Buona scuola” sarà per tutti un miraggio. A proposito di risorse. È giusto proporre una detrazione fiscale per le famiglie che iscrivono i propri figli alle Paritarie, quando sono già pochi i fondi da destinare complessivamente alla riforma?, chiede Affari.it a Profumo. «Sono dettagli che hanno valore all’interno di un progetto complessivo. Credo che in questo momento il tema vero sia quello di inserire la priorità della scuola all’interno del piano Juncker per il nostro Paese. Se si facesse un’operazione di questo genere, allora si potrebbero poi andare a vedere i dettagli della riforma. Se, invece, continuiamo a guardare i dettagli senza osservare gli impianti complessivi del ddl diventa davvero difficile».

Una riforma solo di dettagli

In sostanza, una riforma fatta di dettagli e di poca sostanza: il giudizio di Profumo è quello in buona sostanza più volte anticipato dal centrodestra. «Qui bisogna ritornare a progettare. Se lo facciamo a spizzichi e bocconi, ho paura che non raggiungeremo gli obiettivi che ci siamo posti nel cambiamento del mondo della scuola», ribadisce. Sempre nel decreto legge era previsto che nel percorso di carriera dei docenti con degli aumenti stipendiali  legati per il 70% legati al merito e per il restante 30% all’anzianità di servizio. Anche qui Profumo è realista: «Bisogna tener presente che gli investimenti fatti nella scuola e nel settore pubblico sono un bene comune che deriva dalle tasse dei cittadini. Credo sia corretto valutare se le risorse siano spese bene oppure no». Domanda finale: da uno a dieci, che voto darebbe a questa riforma? Risposta: «Se va in Parlamento, bisogna vedere come uscirà dalle Camere. Quando i ddl entrano in Parlamento hanno una configurazione e quando escono ne hanno un’altra. Solo a quel punto si potrà dare un voto». Par di capire che siamo ancora in alto mare…