Scacco in quattro mosse: così Matteo Renzi si “papperà” anche la Rai

Quattro mosse e Renzi si papperà la Rai in quattro mosse. Dando scacco a tutti gli altri. Ah, quanti ricordi. I bei tempi del vecchio Bernabei. Che, per quanto sia avanti con gli anni, avercene adesso uno così alla guida di viale Mazzini. Certo, allora era tutto un lottizza lottizza. Era un posto a te e tre a me. Ma come filavano lisce le cose. Ecco, deve aver pensato a quello che fu e al bailamme che è Matteuccio Renzi ideando la sua riforma della tv di Stato. Riforma che non sembrava essere nel cantiere di Palazzo Chigi, che certo non era tra le prime e anche tra le successive slide con le quali il pifferaio toscano si è sempre presentato nelle conferenze stampa. Ma che improvvisamente ha preso corpo con un paio di annunci via web subito dopo la fine (guarda il caso) del patto del Nazareno.

Quattro mosse e la Rai è tutta renziana

Ecco perciò che la Rai-tv è diventata priorità. Urgenza. La riforma del mostro pubblica amministrazione, la scuola dei precari, la giustizia ingiusta e colabrodo, il mancato sostegno alle imprese, l’asfissiante pressione fiscale, l’allarme sull’arrivo di qualche milione di clandestini e tutto il resto che sta mandando in malora questa povera Italia possono aspettare ancora un po’. Non c’è fretta per varare le riforme necessarie. C’è invece urgenza assoluta di cambiare i padroni della Rai. Renzi è così: polvere in faccia coi tweet  e occhio alla polpa. Che, nel caso in questione, è la governance della Rai.

Ecco perciò il piano che, come ci fa sapere Repubblica, sarà presentato al prossimo consiglio dei Ministri. Un ritorno al passato che prevede quattro mosse:

1) addio al direttore generale e via libera ad un vero Amministratore delegato, con pieni poteri, nominato dal governo;

2) un Cda che passa dagli attuali 9 a 5 membri, ma senza alcuno degli attuali poteri nominato, forse, dal Parlamento;

3) Commissione parlamentare di Vigilanza come organo di controllo monco: senza cioè più il compito di nominare i membri del Cda;

4) dulcis in fundo: per recuperare l’enorme evasione, il canone in bolletta seppur dimezzato.

Quattro mosse che Renzi esige per dare scacco. Al pluralismo e ai rompiscatole. A reti unificate.