Sarkozy preoccupato insulta la Le Pen: «Incolta». La replica: «Sbruffone»

È scontro frontale fra Nicolas Sarkozy e Marine Le Pen per dichiarare vittoria definitiva nelle amministrative che potrebbero rivelarsi alla fine disastrose per il Partito socialista di François Hollande. «Marine Le Pen – ha attaccato l’ex presidente ormai terrorizzato dal 25 per cento del Front National – è come il padre. Ma ha in meno la cultura». «Fa lo sbruffone – le ha risposto la leader del FN – promette a tutti con la sua incredibile faccia tosta». Mentre l’alleanza del centrodestra UMP-UDI e il Front National – ai primi due posti domenica scorsa rispettivamente con il 29,51% e il 24,9% – non si sono risparmiati colpi in queste ultime ore di campagna elettorale, Manuel Valls – premier che guida la carica socialista – ha chiamato alle urne i tanti astensionisti con uno slogan: “nulla è già deciso”. Una visione ottimistica quella di Valls, poiché con poco più del 21%, il Partito socialista potrà al massimo contenere la pesante sconfitta ed evitare che diventi una Caporetto. Quest’ultimo caso si verificherebbe senz’altro se il partito perdesse 30 o addirittura 40 dipartimenti. E se ne perdesse alcuni particolarmente significativi, come l’Essonne – la periferia di Parigi dove governa proprio Valls – o alcuni feudi storici come le Bouches-du-Rhone, regione di Marsiglia. Il centrodestra, che spera di confermare e ampliare i risultatia, e il Front National hanno dato vita a un corpo a corpo continuo nelle ultime ore, mentre la sinistra tentava – tardivamente – di riunire il Ps ai suoi antichi alleati, dal Front de gauche ai Verdi.

Sarkozy terrorizzato dal 25 per cento del Front National

Sono 42 milioni gli elettori che dovranno votare nei 1.905 cantoni dove ancora non c’è stato un vincitore. La sinistra presenta 1.334 binomi (uomo-donna, secondo la nuova legge, votati in unica scheda), il centrodestra 1.602 e il Front Natoinal 1.107. Il confronto sarà in 1.614 duelli e 278 triangolari. Con ogni previsione, il rapporto di forze attuale sul territorio francese (60 dipartimenti alla gauche, 40 per la destra) sarà invertito. «Nulla è già deciso per questo secondo turno», ha insistito Valls, «poco prima del primo turno si prevedeva un’astensione massiccia. È stata forte, ma un elettore su due alla fine è andato a votare. Prevedevano un crollo del PS e dei suoi alleati, insieme abbiamo preso fra il 26 e il 27%». Prove di ravvicinamento anche con il Partito comunista: distribuzione di manifestini insieme da parte di attivisti dei due partiti. Il PCF rischia di fare un ulteriore passo verso la propria scomparsa se dovesse perdere gli unici due dipartimenti che gli restano, la Val de Marne (vicino a Parigi) e l’Allier. Valls ha continuato la polemica contro l’errore morale e politico che secondo lui commette Sarkozy nel non dare indicazioni di voto ai suoi nel caso di triangolari con il centrodestra al terzo posto e il Front National che potrebbe vincere. Sarkozy, che ha respinto al mittente le lezioni di morale, se la deve vedere del resto non solo con Le Pen e Valls, ma anche con l’avversario interno Alain Juppé, suo probabile concorrente alle primarie per le presidenziali 2017: secondo l’ex premier, i risultati del primo turno confermano la bontà della sua strategia di unire centro e destra, un obiettivo che non era fra quelli iniziali di Sarkozy. Il Front National non tentenna, crede alla vittoria e in particolare vuole portare a casa almeno lo storico risultato di un dipartimento. Quello nel mirino è la Vaucluse, capoluogo Avignone, terra della giovane nipote di casa, Marion Marechal-Le Pen. Lì l’estrema destra è in testa in 11 dei 17 cantoni. Ma, in linea di principio, non si rinuncia nemmeno all’Aisne, al Pas-de-Calais e al Gard.