Salvini “gela” FI: «Berlusconi leader della coalizione? Guardo avanti»

Era già scontato, ma ora è addirittura ufficiale: la leadership di Berlusconi, sebbene fresco di assoluzione definitiva, non scalda più di tanto i cuori dei leader degli altri spezzoni del centrodestra. Quello dei leghisti soprattutto, anch’essi alle prese con frizioni e lacerazioni interne seguite all’espulsione dal partito del sindaco di Verona, Flavio Tosi.  «Bisogna guardare avanti, Berlusconi leader del centrodestra sarebbe come tornare indietro». Poche parole, ma chiare. A pronunciarle davanti ai microfoni de La Zanzara, popolarissima trasmissione di Radio 24 è Matteo Salvini in persona. Sarà difficile, per lui, smentirle domani.

L’opa ostile di Salvini su FI agevolata dalla rissa tra i berlusconiani

La sortita del leader del Carroccio non giunge inaspettata. Rientra, anzi, in quella strategia da opa ostile lanciata dalla Lega sull’elettorato forzista. Strategia, per altro, agevolata anche dalle sempre più disorientate e divise truppe del Cavaliere, incapaci persino di capitalizzare il successo dell’assoluzione definitiva del leader. Basta scorrere sulle agenzie le parole pronunciate Simone Furlan, fondatore e capo dei pretoriani del cosiddetto “Esercito di Silvio”, per rendersene conto. Furlan attacca Fitto «e i quattro parrucconi che lo accompagnano nel suo tour esilarante in giro per l’Italia» per dire che non di “ricostruttori” ha bisogno Forza Italia bensì di una «bella impresa di pulizia, pronta a mettersi all’opera subito per mandare via i traditori». Si fa sentire anche la leader di Forza Italia Giovani, Anna Grazia Calabria, approfittando dell’incontro con il presidente del Ppe Joseph Daul: «Il presidente Berlusconi è stato ed è l’unico che può federare il centrodestra».

Verdini smentisce frizioni con il “cerchio magico”

Chi, invece, sta vivendo ore davvero tormentate è Denis Verdini, già plenipotenziario di Berlusconi presso Matteo Renzi ma ora fortemente indiziato di “intelligenza col nemico” per via di quel documento sottoscritto da 18 deputati al momento del voto favorevole sulle riforme costituzionali. Un’iniziativa che ha fatto infuriare Berlusconi che vi ha intravisto il tentativo di Verdini di lanciare un segnale di disponibilità a Renzi dopo aver scommesso sulla condanna in Cassazione. Una ricostruzione decisamente smentita da Verdini con una nota: «Leggo sui quotidiani di oggi, e in particolare su Repubblica, retroscena, richieste di veder rotolare più teste che nella rivoluzione francese e virgolettati a me attribuiti, che definire destituiti di fondamento rappresenta solo un gentile eufemismo. Si tratta di ricostruzioni non solo false, ma che hanno il chiaro intento di svilire e compromettere i contenuti di un incontro e di un rapporto che sono anni luce più seri e profondi di certi fantascientifici retroscena». Lo psicodramma “azzurro” è solo all’inizio.