Ultimo saluto a Gustavo Selva: i funerali il 18 a San Lorenzo in Lucina

Ultimo saluto a Gustavo Selva il 18 marzo, nella Chiesa di San Lorenzo in Lucina a Roma, dove alle 11 sarà celebrato il funerale da Monsignor Fisichella. La sua scomparsa – ricordata da tanti colleghi sulla stampa – ha colpito profondamente per la qualità umana e per il coraggio delle sue analisi lucide e mai ossequiose verso il potere.

Gustavo Selva,  esempio da non dimenticare

Come già ricordato, Selva «non è stato un giornalista qualsiasi. I suoi interventi dai microfoni della Rai, all’interno del telegiornale che conduceva, lo resero famoso. Le sue parole lasciavano il segno. I suoi erano editoriali vibranti, acuti. Colpivano il grande pubblico. E mietevano schiere di detrattori». Ma lui non se ne curava, l’essenza del giornalismo è – o dovrebbe – essere questa. È stato tra i fondatori di Alleanza Nazionale. «Gustavo Selva a suo modo inventò un genere: il genere del giornalismo radiofonico militante a destra, sul fronte anticomunista». Un inedito per l’informazione. Fondamentali restano i suoi studi e le sue analisi sulle atrocità del comunismo, verso il quale esortava sempre a non abbassare la guardia. Dopo il 1989 colpì un suo libro che resta una pietra miliare, Comunismo storia da non dimenticare, in cui fotografava le zone del mondo dove, anche dopo la caduta del Muro di Berliino, il terrore rosso era ancora vivoe operante. Indimenticabile, poi, il suo tratto gentile nei rapporti umani, la signorilità scanzonata da giornlista vecchia maniera.