Rispuntano le intercettazioni a orologeria sul bunga bunga

Mentre rispuntano per l’ennesima volta le pubblicazioni delle intercettazioni fiume tra Silvio Berlusconi e Gianpaolo Tarantini, giovedì il leader di Forza Italia per l’ultima volta varcherà il cancello della fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone per assistere i malati di Alzheimer, come prevede l’affidamento ai servizi sociali per la condanna nel caso Mediaset. Al momento dalla struttura del milanese confermano la sua presenza nonostante a fine febbraio si sia rotto il malleolo. L’ex presidente del Consiglio è entrato alla Sacra Famiglia per il suo lavoro la prima volta il 9 maggio scorso, atteso da una marea di giornalisti di tutto il mondo, incluse Al Jazeera e la tv giapponese Fuji. Da allora ha raramente cambiato il giorno di questo appuntamento settimanale dal venerdì. A maggio gli è stato concesso di presentarsi il sabato perché venerdì 23 era la chiusura della campagna elettorale per le europee, mentre ha anticipato la visita a Ferragosto. L’impegno a Cesano Boscone sarebbe dovuto terminare a fine aprile, ma Berlusconi ha ottenuto la fine anticipata della pena all’8 marzo. Da lunedì prossimo Berlusconi però non sarà libero del tutto. Sarà ancora, per dirla in modo tecnico, sub iudice  forse ancora per un paio di mesi, il tempo necessario affinché il tribunale di sorveglianza metta al suo fascicolo il timbro pena estinta durante il quale, ovviamente, dovrà tenere un comportamento che dimostri di aver compreso il senso della “prova”. Estinzione che non riguarda invece, come da giurisprudenza della Cassazione, la pena accessoria dell’interdizione per due anni dai pubblici uffici. È certo comunque che giovedì per l’ultima volta Berlusconi metterà il camice bianco e assisterà i malati del reparto San Pietro. «Una parentesi di tranquillità», l’ha definita in un’intervista. «Quel che succede lì tocca – ha raccontato – Sono rimasto ammiratissimo dalla generosità e dalla pacatezza di tutti coloro che curano queste persone: medici infermieri, volontari». Con il tempo, le visite di Berlusconi sono diventate, se non la normalità, una sorta di routine. Le impotenti misure di sicurezza – con forze dell’ordine, guardie private e transenne – messe in piedi per il suo debutto si sono con il tempo attenuate.

Nelle intercettazioni Berlusconi parla di politica e di tv

Si diceva delle intercettazioni che i giornali italiani “sparano” in prima pagina. Due protagonisti: l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Gianpi Tarantini. Sono state depositate a Bari le trascrizioni delle intercettazioni fiume effettuate dai magistrati nell’ambito del processo sulle escort portate nelle residenze dell’ex premier dall’imprenditore pugliese. I dirigenti di Rai e Mediaset dovevano servire, secondo l’accusa, a dare un altro sapore alle «cene eleganti».  Nelle telefonate, si sente in viva voce il presidente Berlusconi. Che parla di politica e tv. E fa capire a Belen di averle dato un programma da condurre. «Sono sempre pieno di guai», confida Berlusconi al telefono a Tarantini. La conversazione del 4 novembre 2008 è una di quelle intercettate dalla magistratura barese nell’inchiesta escort. «Un povero presidente – dice Berlusconi – è considerato un po’ nulla.., c’ha addosso tutti.., radio, giornali, televisioni, giudici.., e non ha nessun potere..; non posso far niente di niente, devo solo subire tutto.., (incomprensibile) sempre anche con (incomprensibile) gli alleati». Un’altra intercettazione riguarda la sera del 4 novembre 2008. Silvio Berlusconi sta per rientrare nella sua residenza romana. Riceve una telefonata dal numero di Tarantini, all’epoca intercettato dalla magistratura barese. Dall’altra parte della cornetta, però, c’è una donna. DONNA: “Pronto.., presidente?” BERLUSCONI: “Gianpaolo?” D: “sono Barbara, non sono Gianpaolo.., presidente.., noi la stiamo aspettando..”. B: “.. e dove siete?” D: “noi stiamo già a tavola..” B: “.. da me?” D: “.. sì, manca solo lei”. B: “.. allora.., sto arrivando..” D: “.. va bene.., l’aspettiamo..” B: “.. mangiate il gelato..” Segue una risata. All’indomani Berlusconi chiama Tarantini per un feedback della serata. “Non hai avuto ritorni?” chiede l’ex premier. “Ho avuto, sì.., – risponde Tarantini – ho pranzato, e chiaramente c’erano le altre ragazze..; ma che cosa gli fa.., che rimangono tutte entusiaste?! (ride)”. “Mi creda, presidente, – continua l’imprenditore barese – lo dicono veramente.., mi ha detto, Gianpaolo, non ho mai incontrato una persona così dolce, nella mia vita..perché poi si innamorano.., questo è un problema.. (ride)”. Ed ecco che Berlusconi gli risponde: “questo è sempre stato il mio problema .. è una cosa che mi perseguita tutta la vita”. Commenta Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia: «Sembra una gara al peggio tra Milano e Bari. Una gara a chi diffonde documenti che dovrebbero essere coperti da segreto e che nulla hanno a che vedere con i reati e le indagini. È triste vedere sperperati in simili operazioni i soldi dei contribuenti italiani che dovrebbero essere destinati a scopi ben più seri. Siamo allo stalking giudiziario nei confronti di Berlusconi».