Riappare la Mogherini. Ma solo per dire che in Libia la via militare non serve

La vera notizia è che Federica Mogherini si occupa ancora della politica estera per conto della Commissione europea. Una sottolineatura d’obbligo vista la totale inazione della nostra lady Pesc, acronimo che sta ad indicare il capo della diplomazia comunitaria. Una volta nominata, nell’estate scorsa, la Mogherini è rimasta fuori da tutti i tavoli che contano nella politica delle relazioni internazionali. È stata scavalcata dall’attivismo congiunto franco-tedesco sulla guerra di Putin in Ucraina; è rimasta sostanzialmente afona rispetto alle palpitanti vicende innescate dall’avanzata dei fanatici criminali dell’Isis ed ha biascicato parole incomprensibili (in compagnia, per la verità, di mezzo governo italiano) sulla devastante crisi libica.

Incontro tra la Mogherini e Abdallh di Giordania

Proprio sui preoccupanti scenari che si vanno delineando nella nazione guidata fino al 2011 da Muoammhar El Gheddafi, arriva, finalmente, la svolta. «Non c’è modo di risolvere la crisi libica con la via militare», è il pensiero di lady Pesc che si dice invece favorevole a sostenere «la formazione di un governo di unità nazionale». La Mogherini ha parlato a margine della conferenza economica di Sharm el Sheikh (dove ha incontrato anche il re di Giordania, Abdallah II, col quale avrebbe condiviso la necessità di un più marcato impegno Onu in Libia), assicurando che è anche «interesse degli egiziani oltre che degli europei giungere ad una soluzione diplomatica in Libia».

Nessuna decisione per bloccare o regolamentare i flussi migratori

L’Alto rappresentante della politica estera europea ha quindi definito l’opzione militare «un’illusione che non porterebbe lontano». Per questo – ha aggiunto –  «la comunità internazionale unita deve lavorare a sostegno di un governo di unità nazionale e a questo lavoreremo insieme all’Egitto». Un riferimento, la Mogherini, l’ha dedicato anche all’emergenza immigrazione rimandando ogni decisione al momento in cui ci sarà «un interlocutore serio», cioè un vero governo dall’altra sponda del Mediterraneo. Campa cavallo…