La proposta di Eur Spa: il quartiere del Duce sia patrimonio dell’Unesco

I palazzi storici dell’Eur in ogni caso resteranno nel perimetro pubblico e manterranno la loro vocazione: poi alcuni potrebbero passare dalla proprietà dell’Eur Spa all’Inail, più probabilmente, oppure al fondo Invimit. In ballo ci sono l’Archivio centrale dello Stato, il museo Pigorini, il Museo delle arti e tradizioni popolari e il Museo dell’alto medioevo. Dalle alienazioni, Eur Spa conta di recuperare circa 300 milioni, fondi necessari per terminare i lavori della Nuvola di Fuksas e mettere a posto i conti. Ma, prima che le ‘trattative’ entrino nel vivo il presidente della società Pierluigi Borghini annuncia: «Venerdì chiederò al cda di autorizzarmi a richiedere all’Unesco di certificare l’unicità dell’insieme architettonico dell’Eur». Borghini parla in occasione dell’inaugurazione all’Ara Pacis della mostra “Esposizione Universale Roma. Una città nuova dal fascismo agli anni ’60”, incentrata proprio sul quartiere romano simbolo del futurismo e della monumentalità.

Eur, quartiere simbolo del fascismo

La mostra, curata da Vittorio Vidotto, ripercorre la storia del quartiere e la sua trasformazione urbanistica dai primi cantieri della mancata esposizione E42 fino alla costruzione del villaggio olimpico in occasione del 1960. Sarà visitabile fino al 14 giugno. La vendita dei palazzi storici dell’Eur all’Inail, dice Borghini, «è l’ipotesi sul tavolo. Venerdì ho convocato un cda che prenderà atto di questa strategia: è necessario che tutti facciano la propria parte. La cosa importante è che si mantenga la vocazione degli immobili che cederemo che devono rimanere all’interno del perimetro pubblico”. Da un recente incontro tra i ministri all’Economia e alla Cultura, Pier Carlo Padoan e Dario Franceschini, e il sindaco Ignazio Marino era emerso un indirizzo comune: la necessità di conservare nell’ambito del perimetro di proprietà pubblica tutti gli immobili, oggi nella proprietà di Eur spa, che abbiano caratteristiche storico-artistiche e monumentali, mantenendone la destinazione d’uso. Solo ieri c’è stata una nuova riunione tra delegazioni del Mef, Mibact, Eur Spa e Roma Capitale. Per il Campidoglio vi ha partecipato anche l’assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo che sottolinea:«Una volta che ci siamo assicurati che i palazzi storici restino nel perimetro pubblico, quindi niente svendite, niente Colosseo Quadrato venduto, una volta che avremo evitato il fallimento dell’Eur spa, l’amministrazione sarà impegnata per immaginare una società che gestisca la trasformazione dell’Eur in piattaforma congressuale».