Prodi all’Onu? Strano, c’è sempre chi si preoccupa di dargli una poltrona

Ogni volta che Romano Prodi si mostra in pubblico spunta qualcuno che gli chiede che cosa farà da grande. Come se fosse un giovanotto di primo pelo, uno che non ha fatto nulla nella vita, non  ha rivestito incarichi importanti e ricoperto ruoli di peso sia in Italia che in Europa. Non vogliamo mancare di riguardo, intendiamoci. Ma questa storiella sta diventando stucchevole. E non deve essere piacevole neppure per il Professore a cui si strattona la giacca. Anche perché, ogni volta che spunta il suo nome,  statene certi, c’è già qualcuno pronto ad infilzarlo, come un pesce lesso qualsiasi. E’ accaduto, come ricorderete, per la corsa al Quirinale nel primo round del dopo Napolitano. Sappiamo come è andata a finire. Sulla Libia, sembrava che dovesse, Renzi permettendo, trasformarsi nell’ambasciatore dell’Onu per cercare di mettere ordine nel bordello di fazioni armate del dopo Gheddafi. Anche per questo ruolo, tutto è finito in una bolla di sapone.

Prodi al posto di Ban Ki-moon?

Ora , dalla platea bolognese che segue estasiata la sua lectio magistralis sull’Europa, si leva candida una vocina a chiedere se sarà lui, il Romano-nazionale-europeo, a prendere le redini dell‘Onu, al termine del mandato di Ban Ki-moon. Ovvia e scontata la risposta: “Non sarò io”. Semplice la motivazione. “Fra due anni – spiega –  avrò 77 anni e quello non è un mestiere che si faccia da rottamato”. “Lo dico seriamente, perché è un mestiere molto impegnativo e poi ci sono pretese molto forti”.

Prodi: All’Onu andrà un europeo

“Il combinato disposto – insiste Prodi – mi fa pensare che sarà un europeo, ma non con un cognome italiano”. Come a dire: non sarò certamente io, ma nessuno si metta in testa, tra gli aspiranti italici , di occupare quella postazione. Saracinesca abbassata. Anzi no. Poco prima, nel corso della lectio, il professore si era prodigato nello spiegare che la baracca della Ue la sta tenendo in piedi la Bce di Mario Draghi. L’iniezione di denaro fresco nel motore inceppato degli Stati europei è davvero “provvidenziale”. Una fortuna, insomma. Sempre che chi è in rosso con i propri bilanci e fatica a ridare quota allo sviluppo sappia approfittarne. Ovviamente. Ma resta in piedi una domanda: perché c’è sempre qualcuno che si preoccupa del destino di Prodi? Mistero.