Pinotti: «Basta soldati sui mercantili». Ma sui marò è ancora stallo

Stop all’impiego dei soldati sui mercantili e stop anche alla partecipazione italiana alle operazioni antipirateria della Nato. Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, dove ha riferito sul caso marò, insieme al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

La spiegazione del ministro Pinotti

La richiesta di ritirare i soldati italiani dalle missioni antipirateria è stata al centro di diverse deliberazioni del Parlamento, come strumento di pressione proprio in relazione al caso dei marò. Pinotti lo ha ricordato e ha spiegato che anche questo ha influito sulla scelta del governo. Il ministro, però, ci ha tenuto a precisare, quasi che le richieste delle Camere non fossero sufficienti, che la decisione è stata presa alla luce della «diminuzione degli attacchi dei pirati negli ultimi mesi, nonché l’ormai avvenuto perfezionamento delle procedure che consentono di ricorrere alla difesa dei mercantili con squadre fornite da compagnie private di sicurezza».

Una situazione ancora in stallo

Il ministro della Difesa, poi,  ha detto di ritenere «estremamente importante anche la risoluzione approvata dal Parlamento europeo lo scorso 15 gennaio, con la quale si chiede di rimpatriare i due militari italiani e attribuire la competenza giurisdizionale del caso alle autorità italiane o a un arbitraggio internazionale, per trovare una soluzione ragionevole e accettabile per le parti coinvolte». Ma anche quella risoluzione, ad oggi, si è rivelata poco più di un atto formale, che non è stato in grado di determinare passi in avanti. Lo stesso ministro Gentiloni, del resto, di fronte alle Commissioni non ha potuto far altro che riferire che «continuano i contatti tra i due governi per cercare una soluzione concordata».

«Sui marò dichiarazioni insufficienti»

Soluzione che si conferma di là dal venire, se lo stesso titolare della Farnesina ha detto che il «protrarsi della vicenda è inaccettabile» e una soluzione va trovata «a breve». E non sembra aver portato grandi risultati neanche l’incontro con il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon, al quale il governo italiano ha sollecitato un nuovo intervento. «Si è riservato di farlo nelle prossime settimane», ha riferito Gentiloni, come se gli oltre tre anni già trascorsi non fossero sufficienti. «Marò, insufficienti dichiarazioni Gentiloni e Pinotti: il governo informi al più presto il Parlamento sulle trattative in corso con l’India», ha scritto su Twitter il presidente della commissione Difesa della Camera, l’azzurro Elio Vito, mentre «caso marò una vergogna. Roberta Pinotti risparmi il fiato. Governo chieda scusa #riportiamoliacasa», è stato il commento postato sul proprio account dal gruppo alla Camera del M5s.