La lite Tosi-Salvini può far nascere il centrodestra alternativo al Cav

Prove tecniche di alleanza in nome di un centrodestra alternativo e concorrente a quello “ufficiale” composto da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia. È questo il senso dell’incontro al Viminale tra il leader del Ncd Angelino Alfano ed il sindaco di Verona, Flavio Tosi, dato sempre più in odore di eresia dalle gerarchie del Carroccio. L’incubatore del movimento in gestazione è il Veneto, una delle sette regioni interessate dal voto regionale del prossimo 10 maggio. Qui l’uscente è Luca Zaia, già ministro leghista dell’Agricoltura ma soprattutto fiore all’occhiello di Matteo Salvini.

La Lega Nord pronta ad espellere i “ribelli” della Liga Veneta

I fatti sono noti: Tosi, che è anche l’ispiratore della Liga Veneta (a conferma che le battaglie per l’autonomia si sa dove cominciano ma non dove finiscano), ha posto la questione delle alleanze e ha subordinato il proprio appoggio a Zaia all’esclusione dal cartello delle alleanze di Forza Italia e delle altre sigle legate ai “partiti romani”. I tentativi di mediazione sembrano falliti. A nome del Consiglio Federale, Calderoli ha inviato l’ultimatum ai “ribelli” intimando loro di decidere entro una settimana: o con Zaia o si è fuori dalla Lega. È tuttavia probabile che la risposta giunga anche prima dal momento che nelle prossime è fissata la riunione del consiglio della Liga, cui parteciperà in veste di mediatore il deputato Giampaolo Dozzo.

Prove tecniche di alleanza tra Tosi, Alfano, Passera e…

Tosi, però, non è stato con le mani in mano: ha incontrato Alfano (e Quagliariello) al Viminale ed è in contatto con Corrado Passera, ispiratore di Italia Unica, mentre segnali di interesse arrivano anche da avanguardie fittiane sempre più a disagio nella Forza Italia di Berlusconi. Certo, a dar retta ai sondaggi, l’assemblaggio di questi spezzoni non autorizzano a coltivare chissà quali sogni di gloria. Ma la partita vera non si gioca oggi e la posta in gioco non è il Veneto. L’occhio di tutti quelli che ora a vario titolo vagheggiano un centrodestra diverso, è puntato sul dopo-elezioni. Già, perché l’indisponibilità di Salvini ad allearsi con il Ncd potrebbe avere riflessi anche in Campania, l’unica regione dove Forza Italia può vincere con un proprio candidato, l’uscente Stefano Caldoro. Sempre, però, che il partito di Alfano non si sfili facendo nascere anche sotto il Vesuvio un raggruppamento di centrodestra alternativo e concorrente. Dovesse realmente accadere, la dichiarazione della fine della leadership del Cavaliere rientrerebbe, a quel punto, nel novero degli atti dovuti.