Paolo Berlusconi: «Silvio non si ritirerà, vuole morire da combattente»

Suggeritori, giornali amici e meno amici, avversari politici e  falsi estimatori: sono in molti ormai a passare le giornate consigliando a Silvio Berlusconi di lasciare e di ritirarsi in una delle sue meravigliose ville che possiede in giro per il mondo. I soliti bene informati non hanno dubbi: cerca un successore a cui consegnare il partito. E invece non è così, parola di Paolo Berlusconi, fratello del Cavaliere. «Ritirarsi mai – ha detto interpellato dai cronisti amargine di una manifestazione a Milano per il ritorno in Italia dei Marò – perché lui è un combattente e deve morire da combattente». Insomma, nessuno si illuda di averlo fatto fuori e nessuno pensi di poter gestire Forza Italia se non in accordo con lui.

Paolo Berlusconi: per Silvio vorrei anni di serenità

Ciò premesso, c’è il rimpianto per come il fratello maggiore ha dovuto passare questi ultimi venti anni in eterno pellegrinaggio da un Palazzo di Giustizia all’altro, perennemente attaccato sul fronte personale e politico. Ricordando questo il fratello Paolo afferma di desiderare più di ogni altra cosa che Silvio «possa godere in serenità degli anni anni che ha ancora di fronte». «Consiglio a mio fratello – ha affermato Paolo – di ricordarsi che la vita è una sola e mi dispiace che questi ultimi venti anni della sua vita siano stati così movimentati, non se lo merita».

Il Patto del Nazareno? Lo ha rotto Renzi

Una cosa che all’estero sembrano aver capito molto bene, ma che in Italia, invece, stenta a entrare nella testa di molti.  «Tutti i premier degli altri Paesi – sottolinea Paolo Berlusconi – lo rispettano, noi invece siamo qui a combattere una battaglia che non trova giustificazione. Una battuta anche su Matteo Renzi. È lui il responsabile della rottura del Patto del Nazareno: Berlusconi si è comportatatoi di conseguenza dopo che non erano stati «rispettati gli impegni».