Omicidio stradale, Alfano: «Pronti a introdurre il reato con un decreto»

Introdurre il reato di omicidio stradale “è un obiettivo che vogliamo raggiungere presto e speriamo che il Parlamento agisca in tempi rapidi, altrimenti sono pronto a portare un decreto in Cdm”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sottolineando che la decisione di accelerare sul nuovo reato è stata concordata con il presidente del Consiglio. Sull’omicidio stradale sarà –promette Alfano – tolleranza zero. “Non ci può essere la licenza di uccidere, la sanzione deve fare paura”. Queste impegnative affermazioni Alfano le ha fatte intervenendo ad un convegno alla Scuola superiore di Polizia sull’omicidio stradale. “E’ evidente – dice il ministro – che i familiari delle vittime della strada hanno già avuto una condanna, che è l’ergastolo del dolore”. Ecco perché bisogna intervenire con pene esemplari che diano maggiori garanzie ai cittadini. Il sistema di regole attuale, aggiunge infatti, “produce disillusione e ingiustizia”. “Mi rendo conto – conclude – che la libertà di movimento è un pezzo del diritto di libertà, costituzionalmente garantito, e per alcuni è un diritto non comprimibile. Ma io credo che possa essere compresso nel momento in cui vi sono comportamenti che provocano vittime”. Sull’omicidio stradale è intervenuto anche il capo della Polizia Alessandro Pansa. “Non bisogna modificare le norme sull’onda dell’emotività o sulla spinta dell’opinione pubblica ma dobbiamo trovare una forma in cui sia possibile sanzionare questi comportamenti, dando giustizia a coloro che subiscono dolore e ingiustizia”. Parlando dell’iter parlamentare che dovrà affrontare il testo di legge – prima in commissione Giustizia e poi in commissione Trasporti – il capo della Polizia ha però fatto notare come sia accaduto in passato che proprio da quest’ultima commissione siano arrivate modifiche “non sempre apprezzate”. “Ogni volta che c’è stato un passaggio” di norme del codice della strada, ha spiegato Pansa, “in commissione Trasporti, che tutela diritti commerciali, ci sono state modifiche non sempre apprezzate dal punto di vista della sicurezza”. Se non è un’accusa ai lobbisti poco ci manca.