Stop ai campi nomadi illegali. La città di Harlow dà l’esempio

La città inglese di Harlow, a est di Londra, è la prima della Gran Bretagna a introdurre un divieto completo alla creazione di campi nomadi illegali. Grazie a un verdetto dell’Alta Corte, il municipio ha potuto emettere una ingiunzione per tutelare una serie di zone pubbliche, dai parchi giochi, ai parcheggi fino alle piste ciclabili. Aree che spesso erano state usate per costruire campi improvvisati da parte di nomadi irlandesi, suscitando forti proteste fra la popolazione locale. La decisione ha scatenato le critiche dell’associazione che rappresenta i nomadi, il Gypsy Council, secondo cui così si crea uno “Stato di polizia”.

Campi nomadi, lo sgombero del 2011

Nel 2011 suscitò polemiche e dibattiti a non finire lo sgombero a Dale Farm, in Essex, del più grande campo nomadi della Gran Bretagna a pochi chilometri da Londra abitato da circa 400 persone tra cui 100 bambini. Lo sgombero vide gli agenti di polizia impegnati per un’intera giornata, con duri scontri che sono durati ore e ore.

Le politiche sull’immigrazione di Cameron

Lo scorso autunno il premier britannico David Cameron aveva annunciato l’intenzione di frenare i flussi migratori verso la Gran Bretagna modificando le norme Ue in merito. Fino al giugno 2014 gli immigrati presenti in Inghilterra erano 260mila.