Nigeria, vittoria a sorpresa dei musulmani. Malgrado Boko Haram

Nonostante Boko Haram (o forse proprio per timore di esso) i musulmani vincono in Nigeria: il candidato d’opposizione, l’ex generale musulmano Muhammadu Buhari, ha vinto infatti  le elezioni presidenziali, battendo il presidente uscente Goodluck Jonathan. Si tratta della prima vittoria di un candidato d’opposizione al Pdp nella storia del Paese. Il presidente uscente Jonathan ha riconosciuto la vittoria nelle presidenziali del candidato d’opposizione Buhari, con uno scarto di circa tre milioni di voti (la Nigeria ha oltre 170 milioni di abitanti) e si è congratulato con lui. Lo riferisce la britannica Bbc. È stata una lunga rincorsa, ma alla fine Jonathan, a sorpresa, non l’ha spuntata. Il portavoce del candidato dell’opposizione, nel dichiarare la vittoria nelle elezioni presidenziali, ha detto di temere “trucchi” da parte dell’avversario. «Abbiamo vinto le elezioni. Però non siamo ancora al sicuro, perché non sappiamo quali trucchi saranno impiegati dal governo», ha detto il portavoce di Buhari, Garba Shehu. Ma già le potenze internazionali mettono in dubbio il risultato: «Inquietanti segnali di interferenze politiche» nel conteggio dei voti per le presidenziali nigeriane sono stati denunciati in un comunicato congiunto da Usa e Gran Bretagna ad Abuja, la capitale nigeriana. «Finora non abbiamo prove di una sistematica manipolazione del processo elettorale. Ma ci sono inquietanti segnali che il processo di conteggio potrebbe essere soggetto a deliberata interferenza politica», si legge in un contraddittorio quanto tempestivo comunicato del segretario di Stato Usa, John Kerry, e del suo omologo britannico, Philip Hammond.

Nigeria, per l’Onu i terroristi non sono riusciti a impedire il voto

Di opinione leggermente diversa il Palazzo di Vetro di New York: i jihadisti di Boko Haram non sono riusciti a interrompere le elezioni presidenziali in Nigeria, ha detto infatti al Consiglio di Sicurezza dell’Onu Mohammed Ibn Chambas, inviato delle Nazioni Unite per l’Africa occidentale. «La recente adesione del gruppo all’Isis, sia per motivi di pubblicità che per guadagnare il sostegno del Califfato, è però fonte di preoccupazione, poiché invia un chiaro segnale che l’agenda di Boko Haram va ben oltre la Nigeria», ha precisato Chambas ai Quindici. Nel frattempo continuano le discussioni all’interno del Consiglio di Sicurezza su una bozza di risoluzione elaborata da Ciad, Angola e Nigeria, per sostenere e finanziare una forza regionale che combatta Boko Haram. E nelle ultime ore è salito ancora il bilancio delle vittime degli attentati di Boko Haram contro i seggi delle elezioni presidenziali e politiche. Nel nordest del Paese, roccaforte dei fondamentalisti islamici, i morti in cinque attacchi distinti sono ormai parecchie decine. A centinaia di persone è stato impedito di votare, sotto la minaccia delle armi. Nel sud del Paese, nello Stato di Rivers, a maggioranza cristiana, si segnalano tre persone, fra le quali un militare, uccise a colpi di pistola. Due autobomba sono esplose vicino ai seggi nel sudest, ma senza provocare vittime.