Nella tangentopoli ischitana il nome di D’Alema: «Mette le mani nella merda»

Spunta il nome di Massimo D’Alema nell’inchiesta sulle tangenti per la metanizzazione a Ischia che in queste ore ha portato all’arresto del sindaco Giusy Ferrandino, del Pd, e di altre 8 persone, tra le quali alcuni dirigenti dell’ufficio tecnico del comune isolano ed i rappresentanti della Clp-Concordia, colosso modenese legato alle cooperative rosse. In una delle intercettazioni ambientali dell’11 marzo 2014, uno degli arrestati, Francesco Simone, dirigente della CPL chiama in causa D’Alema mentre parla con il responsabile commerciale della coop, Nicola Verrini, sottolineando la necessità di «investire negli Italiani Europei (la fondazione presieduta dall’ex-leader dei Ds, ndr) dove D’Alema sta per diventare Commissario Europeo» dal momento che «…D’Alema mette le mani nella merda come ha già fatto con noi ci ha dato delle cose». Una conversazione che per il gip «appare di estremo rilievo».

D’Alema smentisce: «Con Clp rapporti trasparenti»

L’ex-premier definisce «scandalosa ed offensiva» la divulgazione di brani intercettati non attinenti all’indagine e nega qualsiasi scambio di favori con la Coop rossa, pur riconoscendo di averle venduto 2000 bottiglie di vino da lui prodotto e un imprecisato numero di libri editi dalla fondazione. La presa di distanza di D’Alema è quasi obbligata se si considera che il nome della Clp-Concordia figura anche nei verbali riempiti dalle dichiarazioni di Antonio Iovine, alias ‘o Ninno, già inafferrabile boss dei casalesi e dallo scorso anno collaboratore di giustizia. Iovine cita la coop modenese in riferimento ai subappalti per i lavori di metanizzazione di 6 comuni della provincia di Caserta, tra cui Casal di Principe, negli anni che vanno dal 2000 al 2003, svelando gravi anomalie (poi riscontrate) nell’esecuzione dei lavori. Anomalie in grado di causare danni alla popolazione. Anche in quel caso, emerge il ruolo del partito di D’Alema, allora rappresentato su quel territorio da Lorenzo Diana, senatore impegnato nella commissione parlamentare antimafia.

La Coop: «In Campania ci ha voluti il sen. Lorenzo Diana»

A fare il nome di Diana è lo stesso ufficio legale della Cpl Concordia in una richiesta di rettifica inviata al Fatto Quotidiano.it, in cui tra l’altro si legge: «Da ultimo ribadiamo che fra coloro che negli anni hanno sollecitato il nostro intervento per lo sviluppo del difficile territorio campano è stato Lorenzo Diana (…) il quale ha partecipato più volte alle assemblee di Cpl Concordoa, vive dal 1994 sotto scorta ed  è uno dei pochi politici citati da Roberto Saviano in “Gomorra” come persona fortemente impegnata nella lotta alle mafie».