Il modello svedese di accoglienza? Casette di Ikea per ospitare i rifugiati

Casette temporanee che possano sostituire le tende o altri ricoveri negli accampamenti per rifugiati: ci ha pensato nel 2013 la Fondazione Ikea, “ramo umanitario” del gigante dell’arredamento svedese e ora l’Unhcr ne ha acquistate 10 mila. È quanto riporta la stampa svedese secondo la quale diventa realtà il progetto svedese e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per i profughi ne consegnerà la maggior parte la prossima estate, dando ricovero a migliaia di famiglie. Il capo del progetto dell’Unhcr, Shaun Scales, ha dichiarato che il nuovo modello di ricovero ”è uno splendido nuovo sviluppo nel settore dei rifugi umanitari, che contribuirà ad alleviare la drammatica situazione di migliaia di persone colpite dalle crisi internazionali”.

Alleviare le sofferenze nei preabbricati Ikea…

Il prefabbricato ideato da Ikea, denominato “better shelter” ha una superficie di 17,5 metri quadrati ed è assemblabile, secondo la casa svedese, in quattro ore. «È solo l’inizio – ha commentato il responsabile del progetto di Ikea Johan Karsson – Continueremo a sviluppare i “better shelters” e a pensare ad altre soluzioni che possano alleviare le sofferenze dei rifugiati, basadosi sul principio dell’innovazione». Il modello svedese di accoglienza è questo qui, finte case, prefabbricate, per gente disperata che finirà per sponsorizzare un colosso dell’arredamento mondiale che parla ai ricchi e vende ai più poveri.