La Merkel con l’aquila del Terzo Reich. Fa discutere la vignetta dell’Economist

Non è la prima volta che Angela Merkel viene presa di mira dalla satira. Il suo tratto autoritario, il piglio con il quale conduce la danza a livello europeo hanno spesso provocato commenti salaci. Le ironie si sono sprecate. Anche con parallelismi e richiami storici audaci e , a volte, persino eccessivi. Ora è la volta dell’Economist. Una colomba con ramoscello d’ulivo nel becco (simbolo di pace) appollaiata sul dito di Angela Merkel. Ma sullo sfondo l’ombra della colomba si trasforma in una minacciosa aquila imperiale, simbolo del Terzo Reich. E’ la vignetta che accompagna lo Charlemagne, la rubrica che l’Economist dedica agli affari europei. Il titolo è altrettanto esplicativo: “All’ombra della Germania“.

La Merkel “padrona” dell’Europa

Il fondo ripercorre i passi della crisi dell’euro e il difficile rapporto che si è venuto a creare tra Berlino e il resto d’Europa.”Se da un lato la Grecia getta nuovamente l’eurozona nella burrasca, la Germania deve far fronte a domande scomode”, scrive l’Economist nell’articolo. “Durante la crisi dell’euro – è l’analisi del settimanale londinese – il potere è passato dalle istituzioni europee alle capitali, Berlino su tutte. Sul pressante aspetto della politica estera la debolezza francese e la deriva britannica hanno ristretto i tre grandi d’Europa a uno e mezzo, ad essere generosi nei confronti della Francia”.

Merkel dominatrice grazie alla debolezza dei partner europei

Il risultato? “Se Obama deve telefonare a qualcuno in Europa per parlare di Russia – dice l’Economist parafrasando la celebre frase attribuita a Henry Kissinger – sa perfettamente qual è la persona giusta da chiamare. E non abita a Bruxelles“. “Il dominio tedesco – continua il settimanale – deriva in parte dalla ritirata di altri paesi”. “Un’Europa unita, governata da severe regole di bilancio e in pace con i suoi vicini: questo è quello che la Germania sogna davvero. La realtà è però più complicata. Durante la crisi dell’euro Merkel è sempre riuscita a trovare la volontà politica per tenere insieme la valuta unica, persino quando le sue soluzioni hanno significato l’uso di cerotti”.