Meloni, stop agli sbarchi. Ma mentre i migranti ci invadono, l’Isis sul web…

Sbarchi, dall’incubo terrorismo al dramma sociale. È una panoramica completa quella rivisitata da Giorgia Meloni a Salerno in merito al flusso ininterrotto di migranti verso le nostre coste. «Il problema degli immigrati si pone in tutta Italia – ha detto il leader nazionale di Fratelli d’Italia –. Si tratta di un’emergenza sociale anche se una certa sinistra radical-chic fa finta di non capire che l’immigrazione incontrollata colpisce le fasce deboli della società, colpisce quelli che non avranno diritto a servizi sociali dal momento che spendiamo troppe risorse per affrontare, da soli, un fenomeno che non possiamo affrontare da soli, ma insieme all’Europa che, però, fa finta di non vedere».

Meloni, stop agli sbarchi

Quella degli sbarchi di immigrati richiede il ricorso ininterrotto a una macchina da guerra costosa e insufficiente. Implica un rischio terrorismo che innalza di ora in ora l’indicatore del livello di guardia. La presa d’assalto dei nostri confini e gli sbarchi continui lungo le nostre coste denunciano una situazione al collasso da troppo. «Alla problematica sociale – ricorda infatti la Meloni – aggiungiamo anche un problema di sicurezza perché non sfugge che la Libia, dalla quale partono i barconi verso le nostre coste, è sotto il controllo fondamentalista. Ciò significa che oggi l’Isis decide chi può partire e chi no. E questo – aggiunge Giorgia Meloni – lo dicono i servizi segreti di mezzo mondo. Non possiamo pensare di far fare la selezione di ingresso a casa nostra dai terroristi. Anche per questi motivi allora – conclude la leader di FdI – Fratelli d’Italia chiede l’intervento in Libia e chiede che, fino a quando non saremo in grado di sconfiggere l’Isis in Libia, si decida uno stop totale agli sbarchi».

Propaganda Isis

E mentre le nostre frontiere e l’accesso via mare sono aperti a chiunque, gli esperti di social media dell’Isis producono circa centomila nuove iniziative di propaganda online ogni giorno, fra cui programmi di fitness per i combattenti potenziali ed effettivi, applicazioni per smartphone e giochi elettronici ideologici: la promozione online del suo “brand e stile di vita” rappresenta una sfida estrema per le autorità. Un monito lanciato in questi giorni anche dalla constatazione dei principali esperti di sicurezza australiani riuniti presso l’Australian National University in un forum sull’estremismo e i social media organizzato dall’Australian Security Research Centre. Un consesso di specialisti che ha rilevato – una volta di più – che la crescita di materiale estremista in rete avanza in maniera esponenzialmente più rapida delle capacità degli Stati di rispondere. E di difendersi: a partire dalla sistematica invasione via mare…