Meloni: «In piazza a Venezia con chi non vuole morire renziano»

Domani a Venezia «il fronte anti-Renzi» tornerà mobilitarsi con Fratelli d’Italia, una settimana dopo la manifestazione di Roma della Lega. La leader di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Giorgia Meloni ha spiegato il senso dell’iniziativa in una conferenza stampa al Pirellone, sede del Consiglio regionale della Lombardia, con il segretario del Carroccio, Matteo Salvini. «La determinazione e la chiarezza che stiamo dimostrando – ha detto la Meloni – iniziano ad aggregare tante persone libere che non vogliono morire renziane o fare inciuci con il presidente del Consiglio». L’avvio della manifestazione di domani a Venezia sarà alle 14.30 davanti alla stazione di Santa Lucia. «Non potrò esserci per impegni personali, ma c’è il nostro sostegno», ha dichiarato il segretario della Lega Salvini, che a Roma lo scorso sabato ha ospitato la Meloni sul palco di piazza del Popolo.

Meloni: «Manifestiamo come a Roma»

«Non riconsegniamo la Regione Veneto a un Pd renziano troppo interessato a fare i propri interessi. Uniti si vince – ha detto la leader di Fratelli d’Italia – e ribadisco il mio appello a offrire il palco della nostra manifestazione a Venezia per annunciare un quadro di ricomposizione: il primo interesse di tutti è vincere». Perché a Venezia? «Il Veneto – ha spiegato la Meloni in un’intervista a il Giornale – è la patria di Graziano Stacchio, il benzinaio indagato per aver difeso una commessa da quattro nomadi armati di kalashnikov. Per noi la difesa è sempre legittima. Quindi difendiamoci da una criminalità dilagante frutto anche di cinque decreti svuotacarceri, l’ultimo dei quali quasi dimezza le pene, sfornati in quattro anni dalla “Troika italiana”: Monti, Letta e Renzi. Senza certezza del diritto e della pena, tra immigrazione dilagante e una crisi che strozza, con le forze del l’ordine mortificate e lasciate da sole, la situazione è fuori controllo… Poi Venezia è il Mose, la criminalità è anche in una classe dirigente spesso coinvolta in episodi di corruzione – spiega la leader di FdI-An – in un sistema tarato per favorirla, grazie al fertile terreno della nostra burocrazia folle».