Mattarella sulla responsabilità civile dei giudici: “Valutare gli effetti”

Mattarella interviene sulla nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati e a molti è sembrata una indiretta critica alla decisione del governo Renzi. Parlando al Quirinale ai giovani giudici in tirocinio, Mattarella ha detto che “andranno attentamente valutati gli effetti concreti” della sua applicazione.  Mattarella ha ricordato come “le recenti modifiche alla legge Vassalli hanno mantenuto il principio della responsabilità indiretta del magistrato e collegato la più stringente disciplina della rivalsa statuale alla riferibilità a condotte soggettivamente qualificate in termini di dolo o negligenza inescusabile”. Il capo dello Stato ha poi aggiunto che il Consiglio superiore della magistratura è “organo di garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza della funzione giudiziaria” e che lui, “nella duplice veste di presidente della Repubblica e di presidente del Csm”, sarà sempre “attento custode” di questi valori.

“Non temete le conseguenze di eventuali sanzioni”

Altro passaggio importante del discorso è quando Mattarella invita i giovani magistrati a non temere eventuali sanzioni: “Seguire il modello di magistrato ispirato all’attuazione dei valori etici ordinamentali vi aiuterà ad affrontare con serenità i compiti che vi aspettano e a non lasciarvi condizionare dal timore di subire le conseguenze di eventuali azioni di responsabilità”. Mattarella ha anche sottolineato: il magistrato “osservi scrupolosamente” i doveri indicati dalla legge: “imparzialità, correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo, equilibrio e soprattutto rispetto della dignità della persona. E consentitemi di sottolineare in particolare quest’ultimo elemento essenziale”.

Legnini: “I magistrati non cedano alla voglia di  protagonismo”

All’incontra a Qurinale ha partecipato anche il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, che ha criticato, alla presenza di Mattarella,  totaluni comportamenti di cui si sono resiautori alcuni magistrati: il magistrato deve “evitare di indulgere in chiusure corporative” e soprattutto “si deve guardare dalle lusinghe dell’effimero protagonismo”: sono parole che dovrebbero far riflettere giovani e vecchi giudici. E soprattutto una parte della stampa in cerca di sensazionalismo.