Lupi getta la spugna: «Domani mi dimetto. Il mio gesto rafforzerà il governo”

Lupi getta la spugna “Domani al termine dell’informativa” alla Camera, “rassegnerò le dimissioni”.  Il ministro lo ha detto durante la registrazione di Porta a Porta.”Credo che forse un mio gesto  ha aggiunto Lupi – che non vuol dire ritirarmi alla politica, perché non c’è bisogno di una poltrona per fare politica – questa mia decisione rafforzerà l’azione del governo”. E poi ancora: “Per me la politica non è un mestiere ma passione. È poter servire il proprio Stato. Non ho perso né l’onore né la passione”. Lupi definisce le dimissioni “la decisione migliore” anche perché siccome “ho fatto insieme a Renzi una legge che si chiama Sblocca Italia” non “è possibile continuare il proprio mestiere” se ci sono delle ombre.

Smentite pressioni da parte di Renzi

Lupi smentisce pressioni nei suoi confronti per indurlo a questa drastica e definitiva soluzione. “Renzi mi ha detto: ‘io non ti ho mai chiesto né chiederò le tue dimissioni perché non posso chiederle, dico che è una tua decisione’. Lo ripeto: né il segretario del Pd, né il presidente del Consiglio mi hanno chiesto le dimissioni”. Stesso discorso vale per l’Ncd:  “Devo ringraziare anche il mio partito. Tutto il mio partito mi ha detto che non devo dimettermi perché non c’è ragione”.

“Perché tirare in ballo la mia famiglia?”

L’unico punto di amarezza espresso da Lupi nel salotto  di Bruno Vespa riguarda la vita privata, finita nel tritacarne giudiziario-mediatico,  “Quando ti vedi tirato in ballo, pur avendo valutato i magistrati che non ho alcuna responsabilità, vedi tirato in ballo tuo figlio, gli amici… Ma perché tirare in ballo la mia famiglia? La cosa migliore è che io mi assuma tutte le mie responsabilità ma salvaguardi la mia famiglia”. Il primo commento politico alal decisione di Lupi viene da Lorenzo Guerini, vicesegretario Pd: “La decisione di Maurizio Lupi è un gesto politico da apprezzare. Un atteggiamento ragionevole e serio che dimostra la sua attenzione per le istituzioni. Avanti insieme per procedere senza esitazione a cambiare l’Italia e a renderla più giusta e competitiva”.