ll Papa ai peccatori: Giovanna d’Arco è finita al rogo e oggi è santa

Napoli si prepara per la visita di papa Francesco prevista per il 21 marzo, alla vigilia del secondo anniversario del suo pontificato. «Ringrazio il cardinal Piacenza che mi ha fatto gli auguri, ma oggi ricorre il 57esimo della mia entrata nella vita religiosa, pregate per me», ha detto papa Bergoglio, suscitando un caloroso applauso durante l’udienza ai partecipanti del corso della Penitenzieria apostolica.

Due anni di pontificato

«Due anni con Papa Francesco, che ha dato un forte segno di cambiamento nella Chiesa ed impresso una trasformazione anche nella nostra Associazione, definendola, nell’incontro del 9 novembre 2013, come genuino annuncio del Vangelo della carità, ministero della consolazione», ha dichiarato Salvatore Pagliuca, presidente nazionale dell’Unitalsi.

Papa Francesco ricorda Giovanna d’Arco

Striscioni sul lungomare di Napoli, già in festa per l’arrivo del pontefice argentino della prossima settimana. «Anche il più grande peccatore che viene davanti a Dio a chiedere perdono è terra sacra –  ha detto Bergoglio  – e anche io che devo perdonarlo in nome di Dio posso fare cose più brutte di quelle che ha fatto lui». Poi, come in altre occasioni, si è concentrato sugli errori della Chiesa. «Giovanna d’Arco è finita al rogo e oggi è santa. Tutti i libri di Rosmini sono finiti all’Indice, e oggi è beato: la storia della Chiesa è lastricata di tante ipocrisie e infedeltà. Anche questo – ha ricordato papa Francesco – è accaduto nella Storia della Chiesa!».

Gli errori della Chiesa

Nella Chiesa, ha detto ancora, il Signore manda i Santi. Sono i Santi che portano avanti la vita della Chiesa: sono i Santi. Non sono i potenti, non sono gli ipocriti: no. I Santi. All’inizio – è la riflessione del Pontefice – furono i profeti, poi toccò ai santi. «Con loro Dio ha costruito nel tempo la storia del suo rapporto con gli uomini. Eppure a volte l’eccellenza di questi prescelti è stata incompresa dai dottori, o dagli ipocriti. Questa – è la Storia di Dio. Sembra che Dio piangesse, qui. Ti ho amato tanto, ti ho dato tanto e tu… Tutto contro di me. Anche Gesù guardando Gerusalemme pianse. Perché nel cuore di Gesù c’era tutta questa storia dove la fedeltà era sparita».