Libia, Gasparri: «Invece di insultare il Cav, la sinistra si tolga il cappello»

«Invece di pubblicare intercettazioni-spazzatura illegali violando i diritti di Berlusconi, si dovrebbe riconoscere la validità della sua politica internazionale. Solo adesso i ministri degli Esteri ammettono che talvolta è necessario trattare con i dittatori come ha fatto Berlusconi con Gheddafi, bloccando la partenza dei clandestini dalla Libia. Solo adesso Renzi va in Russia e cerca di riannodare il dialogo con Putin dopo l’errore drammatico fatto con sanzioni suicide per la nostra economia». La netta presa di posizione è del sen. Maurizio Gasparri, vicepresidente forzista dell’assemblea di Palazzo Madama, che ha voluto così sottolineare l’ipocrisia con cui oggi governo e maggioranza “scoprono” come e quanto sia difficile difendere l’interesse nazionale nelle relazioni internazionali quando appena ieri giocavano a fare i moralisti umanitari sol perché a tutelare quell’interesse era Silvio Berlusconi.

Sulla Libia e su Putin il Pd a doppia morale

Quello stesso Berlusconi di cui oggi si occupano i giornali a lui tradizionalmente ostili (in pratica il 90 per cento della stampa nazionale) per pubblicare rimasticature di fatti già noti, legati alla sfera personale dell’ex-premier e sui quali ha già fatto egli stesso chiarezza. Al contrario, sarebbe il caso che Renzi o il ministro Gentiloni non disperdessero il patrimonio di credibilità internazionale accumulato dall’Italia durante il governo del centrodestra e di cui è conferma – al di là delle falsità propinate dai media in questi anni – il ruolo che Berlusconi sarebbe tuttora in grado di esercitare nei consessi internazionali.

Gasparri: «Solo Berlusconi ha tutelato l’interesse nazionale»

Coglie dunque nel segno Gasparri quando evidenzia che «siamo circondati da una massa di incapaci irresponsabili che oltraggiano Berlusconi e poi riprendono la sua politica internazionale che è stata l’unica giusta fatta a tutela degli interessi economici e di sicurezza dell’Italia. Quella è stata la politica che ha difeso l’interesse nazionale mentre la politica di subordinazione alla Merkel, di ostilità alla Russia o di subalternità a presunte primavere arabe è stata un autentico suicidio. Si tributi quindi – ha concluso l’esponente “azzurro” – il giusto riconoscimento a Berlusconi e si riprenda la sua politica estera».