Libia: le diplomazie discutono a vuoto, l’Isis occupa i pozzi petroliferi

L’esercito libico avrebbe accerchiato la città di Derna dove l’Isis ha proclamato un Califfato. Lo ha annunciato un portavoce del generale Khalifa Haftar, comandante generale delle forze armate libiche, citato da al Ahram e da alcuni media libici. Si precisa che le truppe attendono l’ordine di attacco per le prossime ore. Il portavoce dell’operazione “Karamet Libya” (Dignità della Libia), Mohamed El-Hegazy, in dichiarazioni fatte nei giorni scorsi e rilanciate in queste ore da vari media anche egiziani ha precisato che l’accerchiamento è completo e le truppe si tengono per ora a 10-18 chilometri di distanza potendo però colpire gli accessi alla città. L’esercito attende ordini, viene riferito citando il portavoce e l’aviazione è pronta a bombardare obiettivi dell’Isis e dei suoi alleati per consentire un intervento terrestre.

Sempre più pozzi in Libia sotto il controllo dell’Isis

Purtroppo per i regolari libici però, si apprende che dopo furiosi attacchi l’Isis ha preso il controllo dei campi petroliferi di Al Bahi e Al Mabrouk, a sudest di Sirte, bombardati a colpi di razzi e artiglieria. Lo riferisce al Arabiya. E mentre la guerra infuria, il nostro governo finge di ignorare la reale situazione: la ripresa del negoziato tra le parti in Libia, con la riunione di giovedì in Marocco, «spianerà la strada al più che necessario accordo politico per un governo di unità nazionale e dovrà avere successo per fermare la caduta libera del Paese». Questa kafkiana dichiarazione è del nostro ministro degli Esteri europeo Federica Mogherini, che ha anche sottolineato che «la Ue continua a sostenere gli sforzi» del rappresentante Onu Bernardino Leon, e che il prossimo informale esteri a Riga sarà l’occasione per i 28 per «concordare passi concreti» di sostegno al Governo di unità nazionale. E l’Isis, informata, ha accettato di attendere le decisioni delle diplomazie…