L’Eni crolla in Borsa. Pronto un piano di dismissioni per 8 miliardi

Eni crolla in Borsa. Il titolo è scivolato del 4,8%. Il dividendo 2015 del gruppo  petrolifero italiano  scenderà a 0,80 euro per azione, dagli 1,12 del 2014. Nell’arco di piano 2015-2018 l’Eni prevede dismissioni per 8 miliardi di euro .Il piano di buyback  è sospeso. L’Eni  “valuterà la sua riattivazione quando i progressi strategici e lo scenario di mercato lo consentiranno”  La produzione  crescerà comunque del 3,5% l’anno. La causa di questa crisi è da attribuire ai bassi margini di guadagno sul prezzo del petrolio ed anche da un calo generalizzato della richiesta.

Descalzi: “Mantenere una crescita sostenibile”

“Nel nuovo scenario di prezzi del petrolio, abbiamo ritenuto appropriato ribasare il dividendo per il 2015 in linea con i nostri obiettivi strategici”. Lo ha detto l’ad Eni Claudio Descalzi, secondo cui è “un livello che ci consente di mantenere una crescita sostenibile e di confermare una politica di distribuzione progressiva con risultati attesi”.

Dove avverranno le dismissioni

Circa il 70% delle dismissioni annunciate, spiega l’Eni, avverrà nei primi due anni di piano. Circa il 50% riguarderà la cessione di partecipazioni in recenti scoperte esplorative nelle quali Eni, detenendo quote molto elevate, intende diluirsi pur mantenendo il ruolo di operatore. La cessione delle quote azionarie residue in Sman e Galp rappresenterà circa il 25%, mentre il restante 25% deriverà dalla cessione di asset maturi upstream e di attività non-core nel mid-downstream. Il cash flow cumulato nel 2015-18 è previsto superiore ai 16 miliardi di euro. Già nel precedente piano erano previste dismissioni per 9 miliardi di euro.

Il piano di produzione

L’aumento della produzione di idrocarburi sarà conseguito principalmente grazie all’avvio di nuovi progetti e agli incrementi produttivi di quelli già avviati nel 2014, con un contributo totale di oltre 650mila barili al giorno al 2018. Si tratta di progetti che hanno un breakeven medio di 45 dollari al barile e che genereranno un flusso di cassa operativo addizionale cumulato di 19 miliardi nel periodo 2015-18. Per quanto riguarda la raffinazione, Eni intende portare al breakeven già dal 2015 il flusso di cassa operativo e l’ebit adjusted, attraverso, tra l’altro, una ulteriore riduzione del 20% della capacità di raffinazione. Nella chimica si conferma l’obiettivo di portare a pareggio l’ebit adjusted nel 2016.