Landini: «La politica non è una proprietà privata». E “minaccia” il Pd

«La politica non è una proprietà privata». Massimo Landini ha scritto una lettera alle associazioni e agli iscritti della Fiom per mettere in campo le basi per quella coalizione sociale necessaria per costruire un’alternativa alle politiche del governo di Matteo Renzi. Il testo della lettera è stato distribuito all’incontro nella sede Fiom di corso Trieste a Roma dove si è svolta la riunione a porte chiuse. Una riunione che ha visto la partecipazione di diverse associazioni, da Emergency ad Arci ad Articolo 21. Presenti anche rappresentanti di alcune categorie professionali come avvocati, farmacisti e dottorandi di ricerca.

Landini: una coalizione sociale a difesa di tutti i lavoratori

Una coalizione sociale per difendere «i diritti di cittadinanza a partire da quello del lavoro, non solo quello salariato, ma in tutte le forme», ha detto il segretario della Fiom sottolineando che di fronte al processo di «fortissima svalorizzazione» del lavoro serve anche «un rinnovamento del sindacato». L’obiettivo del segretario della Fiom? «Riunificare il lavoro per estendere i diritti a tutti». Secondo Landini «ciò porta al cambiamento anche del sindacato: il processo in atto sta portando alla cancellazione del sindacato confederale perchè porta i sindacati alla competizione tra loro. Per impedire questo processo bisogna unire tutto ciò che stanno dividendo».

Botta e risposta Speranza-Landini

La soluzione alla richiesta di una maggiore presenza di sinistra nella politica italiana «non può essere una sinistra antagonista che nasce dalle urla televisive di Landini, ma avere più sinistra nel Pd e più sinistra nella nostra azione di governo». L’attacco è giunto da Roberto Speranza, capogruppo del Pd alla Camera durante la sua relazione introduttiva all’incontro di Area riformista a Bologna. Immediata la risposta di Landini: «Sono abituato a discutere di merito più che di decibel sono attento a quello che si dice: inviterei ad avere rispetto delle proposte che si fanno senza dimenticare che il partito di maggioranza, non tutti al suo interno, ha votato la cancellazione dello statuto dei lavoratori».

Le preoccupazioni del Pd

Critico il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: «Landini, come noi tutti, farà i conti e avrà l’onestà intellettuale di guardare a ciò che accade davvero. Non voglio far fare scommesse a nessuno – ha detto – ognuno ha la sua opinione e tutte sono legittime. Però i numeri hanno una grande forza, e sono quelli. Quindi se alla fine di quest’anno avremo un numero rilevante di nuovi occupati, e avremo centinaia di migliaia di contratti precari che saranno diventati stabili, Landini avrà pure la sua opinione, ma i numeri hanno la testa più dura di Landini». Fa sentire la sua voce anche Pierluigi Bersani secondo il quale Landini più che «mettersi in politica… magari mette in discussione un’idea di sindacato…». Per Gianni Cuperlo «bisogna guardare con rispetto», «non perché sia la prospettiva di una nuova forza politica, cosa che lui stesso nega, ma perché non mi sento di liquidare le posizioni di Landini e di altri come delle “urla televisive”».