La Turchia come l’Italia: in galera chi offende il presidente della Repubblica

Aveva gridato “Tayyip dittatore” durante le manifestazioni di Gezi Park nel 2013. Ora Aykutalp Avsar, un giovane studente turco di ingegneria di Kayseri, è stato condannato a 14 mesi  di carcere per “offesa” e “incitamento all’odio” contro l’allora premier islamico Recep Tayyip Erdogan ed è stato arrestato poiché la pena è stata confermata negli ultimi giorni in appello.
Aykutalp Avsar non è che l’ultimo a subire la dura repressione del regime turco. Nelle ultime settimane decine di persone, fra cui diversi giornalisti, studenti, intellettuali, e perfino l’ex-miss Turchia 2006, Merve Buyuksarac, sono stati arrestati o incriminati per presunte “offese” a Erdogan. Che da dicembre, dopo essere stato eletto in agosto capo dello stato, ha rispolverato una vecchia legge, mai usata dai suoi predecessori, che prevede pene fino a 4 anni di carcere per “offese” al presidente.

Storace condannato a 6 mesi per le offese a Napolitano

Per l’opposizione, che lo accusa di imprimere una svolta autoritaria al paese, Erdogan cerca cosi di intimidire e mettere a tacere le voci critica prima delle cruciali elezioni politiche del 7 giugno. Ma, a ben guardare, l’Italia non sta messa meglio: l’articolo 278 del Codice Penale punisce con la reclusione da uno a cinque anni, chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica italiana. Quindi perfino un anno di reclusione in più di quelli previsti dal turco Erdogan. Ne sa qualcosa Francesco Storace condannato il 21 novembre del 2014 dai giudici del Tribunale di Roma a sei mesi di reclusione per vilipendio al capo dello Stato nei confronti di Giorgio Napolitano.
La vicenda era legata al voto che l’allora senatrice a vita Rita Levi Montalcini fornì, evitandone la caduta, al governo guidato da Romano Prodi. Iniziativa che venne criticata sul blog di Storace. Pochi giorni dopo, pero’, lo stesso Napolitano attaccò frontalmente Storace definendo «indegno» quanto scritto dal parlamentare de La Destra nei confronti della MontalciniStorace replicò. E fu denunciato e poi condannato per vilipendio.

Al turco Aykutalp Avsar che contestò Erdogan 14 mesi

Ora la vicenda del turco Aykutalp Avsar che si va a sommare a quelle degli altri “caduti” sulla strada del vilipendio per le offese a Erdogan, va a rafforzare la convinzione che la Turchia abbia intrapreso una china molto delicata per la tenuta della democrazia. Proprio ieri, dopo la condanna in appello a 14 mesi di carcere di Aykutalp Avsar, la stampa turca ha dato ampio spazio a un editoriale del New Tork Times secondo il quale sotto la guida del presidente islamico Recep Tayyip Erdogan, la Turchia è diventata un paese «sempre più autoritario» e si allontana dai valori della Nato.
Secondo l’autorevole quotidiano Usa, «l’impegno della Nato verso l’alleanza atlantica non è mai sembrato cosi ambivalente». E il Nyt cita a man bassa diversi esempio: in questioni cruciali come la lotta contro l’Isis, l’integrazione nel sistema alleato di un nuovo sistema di difesa antimissili o le sanzioni alla Russia «il presidente Erdogan e il suo governo non cooperano pienamente o agiscono in aperta sfida a interessi e priorità della Nato».
Inoltre, scrive il Nyt, la Turchia sotto Erdogan «è diventata sempre più autoritaria, ed è chiaro che si allontana da un’alleanza il cui trattato afferma che è fondata sui principi della democrazia».
Sulla lotta contro l’Isis, il Nyt rileva che «non ha scuse il fatto che la Turchia non faccia un lavoro migliore» per chiudere le autostrade della jihad. Ankara finora è rimasta ai bordi della Coalizione capitanata dagli Usa. Il quotidiano ricorda che il capo dell’intelligence americana James Clapper ha detto di recente che Ankara ha «altre priorità e altri interessi». La Turchia, aggiunge il Nyt, «è più interessata a fermare l’autonomia curda in Siria e a far cadere il presidente siriano Bashar al Assad».