Isis, sono a Raqqa le tre ragazzine inglesi “abbagliate” dal mito jihadista

Isis, ultime degenerazioni sul tema. Proprio mentre la Regina Elisabetta apostrofa il fondamentalismo islamico come «una delle più grandi minacce degli ultimi 60 anni», alludendo in maniera inequivocabile alla sua preoccupazione per la violenza e l’intolleranza alimentate da gruppi jihadisti, tre suddite del Regno Unito lasciano il Paese dirette verso la capitale dello stato islamico.

Le tre teenager inglesi a Raqqa

Seguendo l’esempio di altre volontarie pronte ad arruolarsi tra le milizie jihadiste – salvo poi chiedere disperatamente aiuto per poter rimpatriare, come accaduto in diversi altri casi – le tre teenager britanniche, Shamima Begum, Amira Abase e Kadiza Sultana, tutte tra i quindici e i sedici anni, sarebbero ospitate dai miliziani in una casa a Raqqa, la capitale dello stato islamico. Secondo quanto ricostruito dai media britannici, le tre adolescenti sono partite dall’aeroporto londinese di Gatwick il 17 febbraio scorso dirette a Istanbul; quindi, una volta passate attraverso la città turca di Arai, hanno oltrepassato il confine siriano. Ora, in base a quanto si apprende da Londra, sarebbero sotto il controllo dell’Isis. Di più: come fin qui ricostruito dai media inglesi le tre teenager si sarebbero unite ad un’altra connazionale quindicenne, una loro compagna di scuola alla Green Academy di Bethnal Green, la cui identità non si conosce.

Jihad al femminile

Altre tre ragazzine affascinate dal falso mito del guerrigliero in missione per conto di Allah, disposte a raggiungere la Siria dal Regno Unito e a immolare le proprie vite alla causa fondamentalista. Un dato sconcertante, specie se letto in controluce con quanto riportato in queste ore da il Giornale, che sullo stesso argomento ha specificato come «secondo dati diffusi recentemente sarebbero una sessantina le giovani partite dalla Gran Bretagna per diventare «spose» di uomini di al-Baghdadi»: tra queste anche le tre ragazzine inglesi desiderose di raggiungere il fronte, «probabilmente – scrive il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti – dopo avere preso contatti online con Aqsa Mahmood, una scozzese che da tempo si è unita all‘Isis e ora risiederebbe a Raqqa». Intanto, nelle stesse ore in cui si diffondeva la voce dell’arrivo in Siria delle tre inglesi, si apprendeva anche della morte di una giovane cittadina tedesca arruolata nelle milizie curde, caduta combattendo nei pressi della città di Tal Tamer contro l’Isis nel Nord-Est della Siria. Ennesima vittima di una guerra senza confini e sempre più combattuta da donne e ragazzine, sconcertantemente in prima linea…