Isis, il giovane ucciso dal boia bambino? Voleva solo tornare a casa

L’ltimo orrore targato Isis. Ha scioccato il mondo l’immagine di Muhammad Musallam, il giovane palestinese mostrato dall’Isis mentre veniva ucciso da un «boia-bambino» armato di pistola. La notizia appare ancor più inquietante ora che è emerso che la vittima, l’ultima in ordine di tempo della barbarie jihadista, non aveva alcun legame con Israele. Ad affermarlo il ministro della difesa Moshe Yaalon che in un’intervista a radio Gerusalemme ha escluso che il giovane palestinese abbia mai avuto contatti con il Mossad o con qualunque altro servizio di sicurezza di Israele.

Isis, il palestinese ucciso voleva tornare a casa

Di più: Muhammad Musallam, il giovane palestinese di Gerusalemme colpito a morte dal boia in erba per conto dei miliziani dell’Isis, «è stato ucciso per l’unica ragione che aveva cercato di fuggire e di rientrare a casa», ha spiegato sempre per la stessa emittente – radio Gerusalemme – il fratello della vittima, Ahmed Musallam, convinto che Muhammad fosse stato «irretito» dall’Isis con promesse di carattere materiale e con l’impegno che gli avrebbero trovato una sposa. A sua detta, però, quando le condizioni di salute di sua madre si sono aggravate e la famiglia ha inviato al giovane  200 dollari affinché rientrasse dalla Siria dove si trovava, le cose hanno cominciato a mettersi male per lui. Fino all’estrema decisione messa in atto dall’Isis, a detta del fratello di Muhammad Musallam messo a tacere per impedirgli di riferire al mondo quello che aveva visto nei cinque mesi trascorsi nello “Stato islamico”.

Il falso mito dell’Isis

E, a sostegno delle dichiarazioni del ministro YaalonAhmed Musallam ha smentito ancora una volta che il fratello avesse alcun legame con i servizi segreti di Israele. «Era un ragazzino che non si interessava in modo particolare di religione o di politica. L‘Isis – ha affermato – lo ha sfruttato». La vicenda ha destato grande emozione fra i palestinesi di Gerusalemme est e di Israele. Molti adulti si augurano adesso che la triste fine di Muhammad Musallam serva almeno da monito ai giovani in cerca di avventura che potrebbero aver pensato, come lui, di arruolarsi nelle fila dell’Isis, attratti dal miraggio di una presunta “gloria militare” e di facili conquiste economiche…