Incalza scagiona Lupi, il ministro precisa: «Non è più consulente dal 2014»

Ha respinto ogni addebito rispondendo alle domande del Gip. Ercole Incalza, arrestato lunedì nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Firenze su un giro di corruzione nelle grandi opere, non si è sottratto all’interrogatorio di garanzia durato due ore nel carcere di Regina Coeli. “Il mio assistito ha risposto non solo su ogni singolo caso ma anche su ogni singola telefonata: io credo che dopo aver collezionato 14 assoluzioni questa sarà la quindicesima”. Così l’avvocato Titta Madia, difensore di Ercole Incalza, ha risposto lasciando il carcere di Regina Coeli al termine dell’interrogatorio di garanzia.

Incalza non si sottrae alle domande degli inquirenti

“Mi pare che l’ingegnere Incalza abbia reagito bene e con grande forza d’animo a questa difficile prova”, ha aggiunto. Ercole Incalza avrebbe difeso il ministro Lupi dicendo al Gip di aver avuto con lui “solo ed esclusivamente rapporti istituzionali”. L’ex capo struttura di missione del ministero delle Infrastrutture avrebbe in sostanza sgombrato qualsiasi ombra sull’operato del ministro.  Lo scenario del malaffare descritto dagli inquirenti è impressionante. “Questa non è una storia di ordinaria corruzione”, ma uno “scenario di devastante corruzione sistemica nella gestione dei grandi appalti”, si legge nella richiesta del pm di misure cautelari per Incalza e altri. Gli atti parlano, secondo la Procura di Firenze, di “un’organizzazione criminale di spessore eccezionale che ha condizionato per almeno un ventennio la gestione dei flussi finanziari statali”.

Per l’accusa Incalza è un uomo “spregiudicato”

Per l’accusa ci troviamo di fronte alla “condivisione di faraoniche remunerazioni derivanti da incarichi professionali pilotati”, ad “un metodo” che fa apparire le cosiddette ‘mazzette’ “un ricordo quasi patetico dell’agire illecito del secolo scorso”. Quanto alla posizione ed al ruolo nel ministero di Ercole Incalza, il pm scrive che “non si è mai mosso dalle posizioni di potere conseguite già dagli anni Ottanta”. Nella richiesta di misure cautelari, il Pm usa il termine “spregiudicatezza” per descrivere il comportamento di un uomo che ha continuato, pur essendo pensionato, a rivestire il ruolo di consulente del ministro, conservando “poteri decisionali”. Rispondendo al question time, il ministro dei trasporti Lupi ha precisato, però,  che ” l’ingegner Incalza dal 31 dicembre 2014 non è più direttore dell’unità tecnica di missione e non ha un rapporto di consulenza né un rapporto di collaborazione con il ministero”.  Si è trattato , in sostanza, di un  “errore informativo.