Immigrazione, un’invasione da record. E intanto arriva l’ennesima petroliera…

Immigrazione: ancora sbarchi. Ancora disperati in fuga dalla fame e dalla guerra soccorsi in mezzo al mare, scortati nel Canale di Sicilia. L’ultima notizia avverte di una petroliera con a bordo circa 200 migranti, soccorsi mentre erano su due gommoni nel Canale di Sicilia, in arrivo intorno alle undici di questa mattina a Pozzallo. Come da prassi, nel porto del Ragusano la polizia di Stato ha già predisposto gli agenti per l’ingresso al centro di primo controllo ed assistenza. E contestualmente, come di consueto, la squadra mobile ha già avviato le indagini per identificare gli scafisti grazie anche alla visione dei filmati delle fasi di soccorso.

Immigrazione: un’invasione sistematica

Un’invasione costante e imponente che dispensa allarme per chi è costretto all’accoglienza e disperazione da parte di chi la cerca a tutti i costi. Anche oggi, allora, l’ingente e costosa macchina legata alle operazioni di recupero e salvataggio, attracco e procedure di controllo, è partita di buon’ora, allertando sin dalle prime ore del giorno Marina militare, capitanerie di porto, forze dell’ordine, medici, sanitari. Attivi in porto e in mare aperto: anche oggi, infatti, si sono dovuti recuperare i corpi di 10 migranti nel Canale di Sicilia, che erano a bordo di una nave mercantile che stava facendo rotta verso Augusta. Sull’imbarcazione ci sono altri 439 extracomunitari, sopravvissuti al viaggio e diretti in Italia. A quanto si è fin qui appreso, sarebbero complessivamente 121 le persone recuperate dal rimorchiatore Occ Cougar, in servizio nelle piattaforme petrolifere libiche, e dalla nave Dattilo della guardia costiera, che dovrebbe avere a bordo altri 318 migranti soccorsi in una precedente operazione. Le imbarcazioni hanno pattugliato la zona di mare alla ricerca di altri superstiti, mentre la Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta per naufragio e omicidio plurimo colposi.

Italia, una polveriera sotto assedio

Anche oggi il bollettino di questa sistematica “guerra” all’attracco e occupazione delle nostre coste, aggiorna dunque drammaticamente i suoi dati. Numeri registrati in nome di obblighi di governo e di accordi europei vincolanti e sempre più minacciosi per i nostri confini e sempre più pesantemente incisivi su una situaziuone al collasso ormai da troppo. Numeri declinati al crescente allarme terrorismo e resocontati nella loro portata al limite dell’“apocalittico” soprattutto quando si registrano le tristemente note tragedie del mare. Numeri relativi agli sbarchi, riportati anche oggi in prima pagina da il Giornale diretto da Alessandro Sallusti, che indicano un crescente «aumento sui primi due mesi del 2014», (pari a un inquietante +43%), che già è stato «un anno record». Una guerra, quella dell‘immigrazione continua, che rimpingua le casse del Califfo e delle organizzazioni criminale che, tramite le quote versate da scafisti e organizzatori di questo traffico umano – scrive il Giornale – garantiscono «un pizzo di almeno il 10%»· E intanto, nel silenzio istituzionale, fondazioni contro l’estremismo jihadista e servizi segreti di mezzo mondo al lavoro per arginare il rischio terrorsimo internazionale – compresi quelli operativi nelle «aree incandescenti dello scacchiere internazionale» come la Libia ammoniscono, e il quotidiano milanese lo riporta: «L’Italia può venir raggiunta con facilità a bordo di rudimentali barconi. Il numero di viaggi dell’immigrazione illegale è enorme e stimato al ribasso di 500 persone al giorno».