Il Papa a Piazza del Plebiscito: «A Maronna v’accumpagne»

Il Papa a Napoli: da Pompei, a Scampia, fino a Piazza Plebiscito a Napoli, una folla entusiasta gremisce le strade in attesa che arrivi il Pontefice. E Bergoglio, tra strette di mano, benedizioni corali, abbracci ai più piccoli e selfie con i fedeli, non delude le aspettative. «Padre Santo lei toccherà con mano la nostra realtà, così com’è, bella e meravigliosa, ma anche ferita e dolente per tanti mali che l’affliggono, come l’illegalità malavitosa e camorristica»: il cardinale Crescenzio Sepe accoglie il Vicario di Cristo in visita nel territorio partenopeo sulle orme della storica visita di Papa Giovanni Paolo II con queste parole pregne di amore e di dolore. Parole su cui si sofferma il Pontefice nel corso dei suoi incontri con i napoletani, da Pompei a Scampia, passando per Piazza Plebiscito a Napoli. Una visita, la sua, simpaticamente conclusa da Papa Francesco che, smarcando com’è sua abitudine, cerimoniale e convenzioni rituali, si accomiata dalla folla con un esilarante «a Maronna ve accumpagne»…

Papa Bergoglio, l’arrivo a Scampia

Al suo arrivo in elicottero nel campo sportivo comunale di Scampia, proveniente da Pompei, Papa Francesco trova ad attenderlo anche il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, il prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone, e il sindaco della Città, Luigi De Magistris. Ma è asoprattutto alla folla di fedeli, dopo i saluti di rito, che Papa Francesco rivolge le sue parole e le sue attenzioni raggiungendo in auto Piazza Giovanni Paolo II, dove incontra la popolazione del Rione Scampia – diventato nel corso degli anni diventata un luogo simbolo della chiesa impegnata in prima linea – e diverse categorie sociali in rappresentanza della cultura, della legalità, dei professionisti, degli emarginati e dei migranti. Una realtà difficile, quella di Scampia, a cui il Pontefice rivolge immediatamente parole di paluso e di conforto: «Voi appartenete a un popolo dalla lunga storia, attraversata da vicende complesse e drammatiche. La vita a Napoli non è mai stata facile, però non è mai stata triste! È questa la vostra grande risorsa: la gioia, l’allegria, la speranza», ha detto Papa Bergoglio entrando subito nel merito delle «ferite» e della «meravigliosità» che contraddistinguono il popolo partenopeo di cui parlava il cardinal Sepe. Quindi, dall’incontro con i fedeli a Scampia alla celebrazione della Santa Messa in Piazza Plebiscito,  il Papa affronta tutti i temi caldi in agenda a Napoli e dintorni: dalla corruzione ai roghi tossici, passando per il dramma dei migranti e il problema della disoccupazione. Ecco i punti chiave dei suoi discorsi alla piazza napoletana.

1) La corruzione. «La società corrotta puzza e un cristiano che fa entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, puzza», ha detto papa Francesco nel suo discorso a Scampia, e poi ha aggiunto: «Se noi chiudiamo la porta ai migranti, se noi togliamo il lavoro e la dignità alla gente, come si chiama questo? Si chiama corruzione, e tutti noi abbiamo la possibilità di essere corrotti».

2) I migranti. «I migranti non sono umani di seconda classe: sono figli di Dio e dobbiamo far sentire ai fratelli e alle sorelle migranti che sono cittadini, che sono migranti come noi, perché tutti noi siamo migranti verso un’altra patria».

3) La disoccupazione. «La mancanza di lavoro ruba la dignità, e bisogna lottare per difenderla», mentre il lavoro «nero» e sottopagato è «schiavitù» e «sfruttamento delle persone»: sono le forti affermazioni sul tema della disoccupazione fatte da Papa Francesco nel suo incontro a Scampia. «Ma ci pensate – ha anche aggiunto il Papa – che tra i giovani dai 25 anni in giù, più del 40 per cento non ha lavoro?  Cosa fa un giovane senza lavoro? Che futuro ha? Che strada di vita sceglie?».

4) L’assenza di «buona politica». «La “buona politica” è un servizio alle persone che si esercita in primo luogo a livello locale, dove il peso delle inadempienze, dei ritardi, delle vere e proprie omissioni, è più diretto e fa più male», ha dichiarato il Papa alla folla di fedeli, aggiungendo che «la buona politica è una delle espressioni più alte della carità, del servizio, dell’amore», e concludendo con l’incoraggiamento alla «presenza e all’attivo impegno delle Istituzioni cittadine, perché una comunità non può progredire senza il loro sostegno, tanto più in momenti di crisi e a fronte di situazioni sociali difficili e talvolta estreme».

5) La camorra. «Napoletani», ha incitato la folla il Pontefice, «reagite alla camorra». «Fate largo alla speranza e e non cedete alle lusinghe di facili guadagni o di redditi disonesti. Reagite con fermezza alle organizzazioni che sfruttano e corrompono i giovani, i poveri e i deboli, con il cinico commercio della droga e altri crimini», ha ribadito più volte il Papa nel corso della messa celebrata in Piazza del Plebiscito.

6) L’appello ai criminali: «Convertitevi alla giustizia». «La corruzione e la delinquenza non sfigurino il volto di questa bella città! Ai criminali e a tutti i loro complici io umilmente oggi – ha detto il Papa nell’omelia della messa in Piazza del Plebiscito – come un fratello, ripeto: convertitevi all’amore e alla giustizia».

7) Il tempo del riscatto. «Oggi comincia la primavera, e la primavera è tempo di speranza. Ed è tempo di riscatto per Napoli: questo è il mio augurio e la mia preghiera per una città che ha in sé tante potenzialità spirituali, culturali e umane, e soprattutto tanta capacità di amare».