I quotidiani del 10 marzo visti da destra. Dieci titoli da non perdere

10 Mar 2015 9:39 - di Redazione

In prima pagina, oggi, su tutti i giornali, lo psicodramma di Forza Italia che alla Camera potrebbe spaccarsi sul voto per le riforme costituzionali. Ampio spazio anche alle vicende leghiste e alla sentenza che ha annullato la cancellazione delle nozze gay, senza però riconoscerle.

1) Forza Italia si spacca in tre, Verdini guida il sì (La Stampa, pag.5)

«Mentre io attendo a sentenza della Cassazione voi mi tradite? Sarebbe inaccettabile, una coltellata alla schiena», avrebbe detto Berlusconi ai possibili dissidenti nella riunione di ieri sera. Questo il retroscena raccontato da La Stampa di Torino, in un articolo nel quale si ipotizza il rischio di scissione di Forza Italia per il voto di oggi alla Camera sulle riforme, con la cronaca di una drammatica assemblea del gruppo nella quale Renato Brunetta sarebbe arrivato alle lacrime. Secondo il quotidiano torinese, solo 25-30 deputati azzurri, su 70, voteranno no, una ventina mancheranno all’appello e il gruppo vicino a Verdini dirà sì, con una spaccatura in tre.

 2) Intervista a Gianfranco Rotondi: «Voterò a favore e molti mi seguiranno» (Repubblica, pag.2)

«Prenderò la parola ed esprimerò il mio voto in dissenso dal gruppo, voterò a favore. Ma la mia non è una critica, è un aiuto a Berlusconi». Gianfranco Rotondi, a Repubblica, annuncia così il suo strappo dalle decisioni del gruppo di Forza Italia. «Ho fatto sciopero per due anni, mai parlato alla Camera, ho assecondato una quantità seriale di svolte. Oggi Silvio ha bisogno del mio aiuto. So sta facendo sfilare dal piede la palla del gol, è caduto nella trappola di una provocazione, glielo farò notare».

3) «Non voterò contro, al massimo mi asterrò». Intervista a Daniela Santanché (La Stampa, pag.5)

«Non intendo votare no alla riforma costituzionale. Mi dispiace per il presidente ma questa volta non obbedisco. Non ho ancora deciso se astenermi, votare sì oppure non presentarmi in aula, ma sono sicura che non voterò contro». A dirlo è l’esponente di Fi Daniela Santanchè in un’intervista alla Stampa. «È stato Berlusconi a convincere me e tutti noi che il patto del Nazareno era la cosa giusta da fare e che le riforme concordate con Renzi andavano votate senza battere ciglio», rileva Santanchè.

4) Se il Pd è diviso, il passaggio al Senato è stretto: la nota di Massimo Franco (Corriere della sera, pag.8)

«In apparenza si va consolidando il fronte avverso a Matteo Renzi, in realtà se ne intravedono crepe destinate ad allargarsi…». Così, sul Corriere della Sera, il notista politico Massimo Franco frena gli entusiasmi di Renzi per la possibile spaccatura di Forza Italia alla Camera sulle riforme. «Per paradosso, la fronda più vistosa, seppur molto limitata, potrebbe venire dal Pd, ma la vera partita si giocherà al Senato dove i numeri sono meno scontati…».

5) Le troppe facce dei partiti e lo spettro dell’astensione: l’analisi di Lina Palmerini (Il Sole 24Ore)

“Oggi Silvio Berlusconi proverà a scindere la personalità dei suoi parlamentari, i senatori che hanno votato sì alla riforma costituzionale dai deputati che oggi, sulla stessa legge, dovranno votare no… Un disturbo dissociativo distribuito per aree geografiche che non colpisce solo il partito del Cavaliere…». Lina Palmerini, sul Sole 24Ore, analizza la frammentazione dei partiti in una fase in cui, a parte Forza Italia, anche il Pd manifesta segni di divisione, per non parlare dei grillini e della Lega di Tosi. Il rischio? La disaffezione degli elettori e l’astensione alle Regionali.

6 – Spunta un sondaggio allarmante: «Se Tosi si candida, vince il Pd» (La Stampa, pag.6)

Sul tavolo della segreteria di via Bellerio sarebbero arrivati alcuni sondaggi per nulla rassicuranti per Matteo Salvini, che starebbe toccando per mano il rischio di perdere le Regionali del Veneto in caso di candidatura di Flavio Tosi in contrapposizione a Luca Zaia. L’idea di Tosi è quella di farsi sostenere da tre liste, una di Area Popolare, una sua personale e una lista civica in cui potrebbero trovare spazio anche alcuni esponenti del movimento Italia Unica di Corrado Passera. La mediazione potrebbe arrivare con un accordo in extremis di una lista civica fatta da Tosi in sostegno di Zaia ma con esponenti della propria Fondazione.

7 . Fondazione An, i pareri di Storace, Gasparri e l’elenco degli immobili (Il Tempo, pag.7)

Il Tempo torna ad occuparsi delle vicende legate al patrimonio di Alleanza nazionale gestito dalla Fondazione e al futuro della stessa, con i pareri, in prima pagina, di Maurizio Gasparri e di Francesco Storace. Il primo, nell’articolo dal titolo “Ridiamo i soldi allo Stato”, ribadisce l’idea che le risorse della Fondazione non debbano essere usate per “ricostituire partiti o finanziare campagne elettorali” mentre Storace si interroga sul futuro della destra e sulla necessità di ricostituire un soggetto politico che la rappresenti a tutto tondo senza impaludarsi in discussione sui soldi che prescindano dai valori e dalle idee. Il Tempo, all’interno, pubblica poi l’elenco dei beni immobili di proprietà della Fondazione.

8) – Nozze gay, l’altolà del Tar ai prefetti (Il Messaggero, pag.9)

La decisione del Tar del lazio riapre la questione delle nozze gay registrate da alcuni Comuni, Roma in test, ma la faccenda è complessa. Se da un lato il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso di alcune coppie sulla cancellazione delle unioni decisa dai prefetti, ha anche detto che i sindaci, Marino in primis, non potevano celebrare quelle nozze. A questo punto le nozze gay restano trascritte ma senza valore, fino a quando non si esprimerà un giudice ordinario. Il solito caos italiano, ma a quanto pare il Parlamento è in dirittura d’arrivo per la legge, con la benedizione di Alfano…

 9 – Mussolini & Hitler, c’eravamo tanto amati (La Stampa pag.28)

Un libro (“Hitler e Mussolini”, Longanesi) dello storico francese Pierre Milza narra del diabolico rapporto tra i due dittatori dell’azze nazifascista. Un’attrazione fatale, secondo lo scrittore, tra i due leader che si influenzavano a vicenda, come emerge dal materiale di archivio storico. I due si incontravano spesso, ma era Hitler a stabilire l’agenda, il luogo e la durata della discussione. Secondo Milza, Hitler aveva un effetto antidepressivo su Mussolini, lo inondava di cifre, numeri, ottimismo e il Duce si faceva convincere. Ma agli esordi Mussolini si era mostrato molto meno disponibile. Al primo incontro, a Venezia, dal 13 al 16 giugno del 1934, il capo fascista si mostrò gelido e indifferente nei confronti di un Hitler “pallido come un cencio e malvestito”.

10) – Saluto romano “libero”: dopo 70 anni cade un tabù (Libero, pag.18)

Il 3 dicembre del 2011 quattro tifosi del Verona, in trasferta a Livorno, città notoriamente rossa, si esibirono in un saluto romani all’ingresso dello stadio e furono fotografati dalla Digos. Denunciati e rinviati a giudizio, sabato scorso sono stati assolti. La motivazione? Il gesto rientrava in uno scontro ideologico tra le due tifoserie.

Commenti