I 60 anni di Nina Hagen, la regina del punk che scandalizzò i comunisti

Una profetessa del punk, provocatoria come Frank Zappa e dalla caustica vena politica alla Bertolt Brecht. È questo, ma non solo, Nina Hagen, che compie 60 anni (è nata il 1o marzo 1955) e si consegna alla leggenda della musica internazionale.  Nata a Berlino est dalla Repubblica democratica tedesca ed espulsa perché i testi delle sue canzoni erano troppo provocatorie, dei comunisti (e dei suoi nipotini) dai quali è stata osteggiata, è diventata l’icona. Il compleanno di questa pioniera dei punk tedeschi (è stata definita anche la Madrina del Punk) e regina assoluta della scena rock nel suo Paese, viene festeggiato nel tempio del padre del Teatro dell’Assurdo. Dove è di casa del resto, come erede di una tradizione colta declinata nei suoi modi visceralmente irriverenti. Per i 100 anni dalla nascita di Bertolt Brecht, sullo stesso palco, ne ha interpretato diversi brani insieme all’attrice Meret Becker. Nina è anche una figlia d’arte. Il padre era lo sceneggiatore Hans-Oliva Hagen; la madre un’attrice diva della DDR, Eva Maria. In un recente reportage della tv tedesca ARD, l’icona rock rivela il momento della sua “iniziazione” alla musica. «Avevo 9 anni, ero nei camerini di un teatro con mia madre, quando provai a imitare per la prima volta la voce dei cantanti d’opera. Tutti si voltarono a guardare da dove venisse, perché non la riconoscevano. È lì che è nata la mia voce, è lì che ho scoperto di averla e di poterci lavorare nell’arte».  Nina, dopo essere stata bandita dalla Germania orientale, arriva al successo nell’ovest – dove mette su una band e lancia gli album “Nina Hagen Band” (1978) e “Unbehagen” (1979) – dopo aver rifiutato la cittadinanza della DDR, per seguire Wolf Biermann, cantautore dissidente sposato con la madre in seconde nozze, e cacciato dal regime comunista. A Londra, dove si trasferirà per un periodo, scoprì agli allora nascenti punk e se ne lasciò ispirare, dando un accento tedesco al fenomeno anglosassone e contribuendo a forgiarne la musica.

Nina Hagen e l’incontro con Gesù

Il suo genio ribelle si esprime attraverso il virtuosismo vocale, che le consente arditezze nei bassi come negli acuti, e naturalmente con il look, sempre diverso e sorprendente: labbra nere, occhi iper-truccati sgranati sul pubblico, capelli psichedelici, ciucciotti come orecchini, reti e giochi di tulle, la Hagen aggredisce il palco come una forza della natura, fra smorfie, linguacce, urla di gola e limpidissimi vocalizzi (indimenticabili quelli di “New York New York”). La sua penna è stata assai prolifica di testi, scritti spesso fra le strade di Berlino. Canzoni femministe e di contestazione, che hanno segnato una generazione. Nel 2009 Nina ha scoperto la fede cristiana. Dopo essersi fatta battezzare con il rito protestante, la cantante, ha scritto anche un libro su Gesù.  «Il battesimo – aveva confidato al quotidiano Bild – ha cambiato la mia vita. Prima stavo proprio male».