Guccini elogia il Papa: «La vera rivoluzione l’ha fatta solo Bergoglio»

Francesco Guccini intervistato su Tv2000 a proposito del Papa, non risparmia apprezzamenti e lodi al Pontefice sudamericano. Ebbene sì, lui, il cantautore per eccellenza fuori dal coro, disorganico da sempre, «non ateo – come tiene a precisare – ma agnostico», un poeta in prestito alla musica che le parole non le ha mai usate per caso, con la saggezza dei capelli bianchi e l’animo pacificato dopo anni di protesta e di rivendicazioni, oggi riconosce: «La rivoluzione di Francesco è vera e sentita, la sua non è un’operazione furba, ma nello stile di Gesù. Senza dubbio Bergoglio è una bella figura».

Francesco Guccini su Papa Francesco

Una descrizione, quella data da Guccini sul Vicario di Cristo, che sottolinea l’ammirazione nutrita dall’autore di Quello che non per il Papa, anche per «la coerenza, la statura notevole», e nonostante esprima «concetti ed espressioni molto lontani dal mio vivere quotidiano». Un vivere quotidiano intriso di poesia ma lontano dalla fede, un dono “misterioso” perché – riconosce lui stesso ai microfoni di Tv2000 nell’intervista realizzata da Marco Burini, che andrà in onda su Tv2000 in due puntate, (mercoledì alle 23.40 e giovedì alle 23,20) – «è così difficile poter credere». Eppure, alla buona fede dell’operato papale crede ciecamente il cantautore emiliano che, qualche passaggio dopo, dichiara: «Non capisco le polemiche, questo astio nei suoi confronti, perché dia cosi fastidio». Poi, centrando più da vicino il bersaglio della recrimanzione, commenta: «Non ho simpatia per queste gerarchie ecclesiastiche che lo stanno contrastando».

L’Argentina secondo Guccini

Più a destra di molte sue inquiete posizioni giovanili, Guccini ricorda anche l’Argentina degli italiani, del tango e di Borges. Riflette sull’enigma del tempo, sulla magia delle parole. E condotto dall’intervistatore a ragionare sulle radici della storia e sui misteri della fede, nel discorso televisivo Guccini punta sui molti spunti che offre Bergoglio: e altrettanto generosa è la risposta dell’artista emiliano, agnostico inquieto, maestro e artigiano delle parole che ha ancora voglia di raccontare, raccontarsi e di stupire: anche se sul palco non sale più da tanto.