Giordano: la rabbia contro i pescecani è un antidoto alla rassegnazione

Mario Giordano ha scritto il suo ultimo libro, Pescecani (Mondadori, pp.240, euro 18,00), come atto d’accusa contro chi si è arricchito alle spalle della povera gente in tempi di crisi ed ha già conquistato una querela da parte del presidente della Sampdoria Ferrero, detto Er Viperetta. Nato ad Alessandria nel 1966, si considera uomo di campagna con radici ben piantate nel terreno come le viti. Roberto Gervaso lo ha definito uno spadaccino ambizioso, un guastatore del Palazzo, un maniaco della precisione e lui confessa che “si riconosce perfettamente in questa definizione”.

Com’è iniziata la tua carriera nel giornalismo? 

Feltri fu straordinario in quel frangente. Gli avevo mandato un articolo ma non mi aveva risposto. Gli scrissi allora una lettera di un paio di righe, con lo stile che ormai ho adottato. Gli dissi che non me la prendevo con lui se non mi aveva risposto perché era colpa del postino se non aveva letto il mio articolo. Feltri non aveva neanche visto quell’articolo ma la lettera lo folgorò. Mi disse di provare a scrivere un articolo per lui e ne scrissi uno che mi ritrovai in prima pagina il giorno dopo averglielo inviato.

Da lì non ti sei più fermato (oggi Giordano dirige il Tg4, dopo l’esperienza da direttore a Tgcom24). Nella parte finale del libro sostieni che l’Italia resta comunque un paese straordinario. È così? 

L’Italia è davvero un paese meraviglioso. La sua provincia resta un luogo magico dove tuttavia certe notizie fanno fatica a trapelare e ad essere svelate. Volevo rivelare ciò che una politica sbagliata ci ha portato a vivere. Il nostro peccato è proprio questa politica che non è in grado di rappresentarci. Ho voluto dare una sterzata ad un popolo di fessi che pagano le tasse. Così ci chiamava Prezzolini. Ma mi chiedo: cosa accadrebbe se i fessi come noi si stufassero una volta per tutte?

Leggere il tuo libro provoca una grande rabbia…

A dire il vero me lo dicono in molti in Italia. La rabbia è l’unico antidoto che noi abbiamo contro la rassegnazione. O ci rassegniamo definitivamente lasciando che i nostri figli abbandonino l’Italia per l’estero oppure ci ribelliamo.

Come ti spieghi che in tempi di crisi i veri ricchi diventino sempre più ricchi – in modo pacchiano quasi – mentre la classe media viene annientata e i poveri si impoveriscono ancora di più ?

C’è sicuramente una spiegazione che deriva da un dinamica sociale imperniata su basi scientifiche ben precise. Va anche detto che non è certo bello che i ricchi si trasformino in veri e propri pescecani.

Il tuo libro è davvero un elenco di storie alla Piero Chiara

Ho voluto divulgare certe situazioni che la Provincia italiana tendeva a fagocitare e a non far sapere. La nostra provincia è bellissima, magica, ma anche capace di addormentare gli scandali.

Il caso delle orfanelle di Ravenna dove un testamento lasciato da un nobile risulta letteralmente stravolto in danno di queste poverine a favore di un albergo di lusso, sembra essere diventato una tua ossessione

Mi fa piacere che tu l’abbia colto. Si tratta di un caso dove tutti i maggiorenti della città – e tutto il clero cittadino – si trovano coinvolti. È un caso emblematico perché – al di là delle implicazioni legali che vi sono – nasconde delle problematiche etiche che vorrei arrivassero alle orecchie del Papa.

Che uso vorresti che i lettori facessero delle tue denunce? 

Spero che il mio libro diventi uno strumento per i nostri figli ai quali va insegnato che pagare le tasse resta comunque una vittoria, anche se da fessi.