Genova, la bulla spietata si vanta e non si pente: «Rivoglio il cellulare»

Non è pentita, non chiede scusa, rivendica il suo cellulare sequestrato e si viene a sapere che terrorizza anche i maschi che dichiarano di avere paura di lei: fa ancora discutere il caso della bulla di Sestri Ponente nei giorni scorsi è stata filmata mentre picchiava selvaggiamente una dodicenne ai giardini di Villa Rossi a Genova, che ora si vanta pure di quel video che è come una coltellata. È il Corriere della Sera a dare conto degli sviluppi della vicenda: con aria di sfida la ragazza ha guardato gli investigatori e ha chiesto loro solo quando potrà riavere lo smartphone col quale sono stati ripresi quegli 8 minuti di pestaggio brutale poi finiti in Rete.

Genova, la bulla non chiede scusa

Glielo hanno sequestrato insieme ai pc e i tablet di quei testimoni che hanno preferito assistere indifferenti all’aggressione anziché intervenire. «Avevamo paura di prenderle anche noi», si sono giustificati. Sconcerta l’atteggiamento indifferente e sprezzante della ragazza indagata a piede libero dalla Procura della Repubblica dei Minori per il reato di lesioni personali e diffamazione. Non nuova ad atti violenti, in passato era già finita in Tribunale per rissa. nell’intervista al Corriere, gli inquirenti confermano che dalle sue parole non emerge «nessun senso di colpa, nessuna scusa, nessuna pietà. Come se tutto fosse stato normale». La ragazza aveva la nomea di picchiatrice, cosicché l’altra ragazzina, la “regista”, l’aveva ingaggiata per vendicare una semplice offesa ricevuta.

Forte aggressività

La “picchiatrice” si comporta al di là di ogni logica: c’è chi dice di averla vista davanti ad una scuola, che non è quella che frequenta, vantarsi del fattaccio. Il profilo della ragazza è fortemente disturbato: «Padre sparito, madre a San Patrignano, è cresciuta fra i vicoli di Sestri senza una vera casa. Affidata ai servizi sociali, è stata ospite della comunità alloggio Finestra sul Porto per ragazzi problematici. Da lì è scappata, ha girato un po’ per la città, fino a che gli zii materni hanno deciso di prendersene cura. Gianna vive con loro. Di giorno frequenta una scuola professionale di sartoria, di sera va ai giardinetti di Villa Rossi. Dove talvolta si rimbocca le maniche e sfoga i suoi disagi con una rabbia che spaventa». Un ritratto che lascia pochi dubbi sulla natura violenta della diciassettenne, tanto che il suo legale, per correre ai ripari, ha dichiarato alla stampa che la sua assistita vorrebbe incontrare la vittima del pestaggio per “chiederle perdono”.