Gassman al sottosegretario: vattene. E la rete si scatena contro il governo

Giusto un mese fa, in un’intervista al Fatto Quotidiano, rivelava di aver cercato di mettersi in contatto con Matteo Renzi via Twitter per sapere «come fare a stanare quella grande massa di corrotti dichiarati, alcuni condannati, altri indagati, che stanno in Parlamento e che con questa nuova legge elettorale resteranno esattamente dove sono». «Nessuna risposta…», spiegava Alessandro Gassman, che aveva cinguettato al premier ben 86 volte.

Il battibecco con Francesca Barracciu

Ora, finalmente, una risposta l’attore l’ha ricevuta. Non da Renzi, ma dal sottosegretario ai Beni culturali Francesca Barracciu, uno dei cinque esponenti del governo indagati. «Sottosegretario, intanto che chiarisce, lascia la poltrona pagata da noi ? Grazie», ha scritto Gassman, ottenendo una risposta piccata da parte delle Barracciu, anche lei del Pd, ma a quanto pare assai meno accorta del premier nell’utilizzo dei social. «Chiarirò tutto a fondo. Lei, intanto che impara fare l’attore, può evitare far pagare biglietto cinema per i suoi “film”? Grazie», è stata la risposta piccata dell’esponente di governo. «Il cinema ahahahahah….», ha replicato Gassmann, che poi ha scagliato l’affondo, «la vedo tesa…», e presentato «un piccolo omaggio»: lo “Staccapol” un raschietto che «scolla il politico indagato dalla poltrona».

La rete scatenata contro il sottosegretario

Un po’ dopo sul profilo della sottosegretaria sono comparse delle scuse: «A volte su Twitter si esagera, capita a tutti, oggi è capitato a me, sorry», ha scritto Barracciu, linkando il pezzo di Billy Joel You’re only human. Nessun riferimento esplicito alla discussione con l’attore, ma non c’è dubbio che a quella si riferisse, come dimostra anche un successivo botta e risposta con un utente. «Dopo ore di prese in giro te ne sei accorta», ha scritto Schuster19, domandandosi «se esisterebbe questo tweet se Gassmann non fosse un vip». «Ho riconosciuto di aver esagerato», ha ribadito il sottosegretario, ma ormai la situazione appariva irrecuperabile: la rete si era scatenata, con tanto di altri interventi “vip” come quello di Luca Bizzarri ed Enrico Bertolino, per quelle parole giudicate sgrammaticate, inconsapevoli della differenza che esiste tra un politico e un attore e irriguardose nei confronti di chi lavora nel cinema. Gaffe che gli utenti di Twitter hanno considerato particolarmente gravi, visto che a farle è stata un sottosegretario ai Beni culturali.