Funerali Priebke, il sindaco di Albano solidale con gli antifascisti a processo

Il Comune di Albano Laziale potrebbe costituirsi parte civile a sostegno degli antifascisti rinviati a giudizio per gli scontri al funerale di Eric Priebke. Ad annunciarlo è stato il sindaco della cittadina, Nicola Marini, ricordando che lui stesso prese parte alle manifestazioni di protesta, che poi portarono alla sospensione delle esequie che si sarebbero dovute svolgere all’interno della cappella dei Lefebvriani.

La posizione del sindaco

«Quel giorno anche io ero presente a rappresentare con la fascia tricolore il disagio e la contrarietà della nostra città alla celebrazione di un rito funebre che avrebbe macchiato e offeso la memoria e la nostra identità democratica e antifascista», ha detto il primo cittadino, che ha espresso «solidarietà ai militanti». Il bilancio della giornata fu di sei persone costrette a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Fra i feriti c’era anche un sacerdote. «Conoscendo la storia e il tributo di sangue pagato da Albano e dall’intera comunità dei Castelli durante la Seconda guerra mondiale era scontato che si manifestasse un sentimento popolare di rigetto verso il tentativo di celebrare nella nostra città il funerale del “boia delle Fosse Ardeatine”», ha aggiunto il sindaco, giustificando così la possibilità che, una volta conosciuti i capi di imputazione, il Comune possa «costituirsi parte civile a loro sostegno».

La posizione dell’avvocato di Priebke

Proprio il sindaco di Albano Laziale fu fra i primi a opporsi alle esequie in città. Per l’avvocato Paolo Giachini, che fu legale di Priebke, la richiesta di processare i militanti antifascisti era un tentativo «di scaricare tutte le colpe sui pesci piccoli». «C’è una manovra in atto per tentare di salvare il sindaco di Albano Nicola Marini», commentò l’avvocato quando la procura di Velletri, all’inizio di quest’anno, ha chiesto il rinvio a giudizio, poi arrivato, degli antifascisti.