Forza Italia, Toti a Fitto: «Epurazioni? Siete martiri autoproclamati»

«Lavoriamo e auspichiamo ogni giorno di mettere assieme una coalizione di centrodestra compatta e coesa, figuriamoci se voglio che si spacchi il partito». A dirlo è Giovanni Toti in una intervista al Corriere della Sera, in cui però di Raffaele Fitto e dei fittiani dice: «Al momento vedo una serie di martiri autoproclamati tali, senza che nessuna persecuzione sia mai avvenuta».

Fitto al capolinea in Forza Italia?

Nessuna epurazione in atto, dunque, nel partito, secondo il consigliere politico di Silvio Berlusconi, che si è soffermato sul caso Chiarelli, il deputato che era capogruppo in commissione Giustizia e che è stato sostituito dopo aver criticato esponenti del “cerchio magico” berlusconiano. «Quella di Brunetta è stata una decisione inevitabile rispetto a una grave scorrettezza», ha sostenuto Toti, spiegando che si è consumata «in aula mentre (Chiarelli, ndr) rappresentava tutto il partito». Quanto al destino di Fitto e dei fittiani, però, Toti ha spiegato di non saper trarre conclusioni definitive. «È una storia al capolinea?», è stata la domanda di Paola Di Caro, che ha realizzato l’intervista. «Non ne ho idea, la scelta non spetta a me, e sinceramente non capisco di cosa discutiamo: si contestano le decisioni di un coordinatore che Berlusconi, col potere che gli attribuisce lo statuto, ha nominato: dunque si esercita un potere di veto rispetto al presidente?», ha risposto Toti, aggiungendo in un altro passaggio che «se qualcuno si chiama fuori da solo, se non riconosce la dirigenza  locale nominata da Berlusconi, non partecipa alle attività del partito organizzate dal coordinatore, fa un passo indietro quando gli si chiede di candidarsi e, quando si sceglie un altro candidato si rifà avanti, allora è difficile considerarlo parte di FI».

Il tema delle alleanze

Per quanto riguarda le alleanze, invece, Toti ha spiegato che, in vista del voto di primavera, «stiamo lavorando con tutte le aree del centrodestra: in alcune regioni l’accordo con Area Popolare è a buon punto. In Campania, attorno a Caldoro, in Puglia, in Umbria e poi spero presto nelle Marche ci presenteremo uniti. Stiamo ancora ragionando su Veneto, Toscana e Liguria». In quest’ultima regione all’ipotesi del suo nome per il candidato, Toti ha risposto che di nomi «non si è ancora parlato», mentre per quanto riguarda il Veneto ha assicurato che «Zaia avrà il sostegno di tutti noi». Per quanto riguarda Ncd, invece, «saranno loro a dover dimostrare coerenza, perché sono in Parlamento grazie ai voti di Berlusconi», ha ricordato Toti, aggiungendo che «certo, ci saremmo aspettati – con il caso Lupi – un maggior contrasto da parte loro alla doppia morale di Renzi, per la quale al Pd tutto è concesso e agli altri nulla».