Forza Italia a Salvini: «Torniamo insieme, ma non fare il gioco dei compagni»

È un «appello raziocinante» a Matteo Salvini quello che arriva da Il Mattinale, in un editoriale intitolato «Porte aperte all’unità», ma rilanciato sui social con lo slogan «nessun veto e nessun vate». Un articolo che si tiene in equilibrio tra la richiesta di ripensarci e l’ultimatum, chiarendo da subito che si rivolge «al Salvini che conosciamo e stimiamo». Come a dire che ce n’è un altro che si stenta a riconoscere e che non si apprezza.

L’accusa di anti-berlusconismo

Il leader della Lega viene presentato come Dottor Jekyll e Mister Hyde, ma ancora con la possibilità di mettere «in un sacco della spazzatura la maschera» del cattivo, di «purificarsi dagli entusiasmi un po’ balzani del comizio romano». Altrimenti, «saremmo dinanzi a uno strano asse Molotov-Ribbentrop che dalla condivisione di un nome di battesimo, Matteo, passa all’individuazione di un avversario comune, Silvio Berlusconi e con lui Forza Italia». Al leader della Lega, dunque, viene imputato di essere, insieme al presidente del Consiglio, erede «della malsana idea per cui l’unico modo di lasciare traccia nella storia della politica italiana sia quello di emarginare Berlusconi».

Il diktat contro «i camerati»

Ma non è l’unica accusa rivolta a Salvini, all’indomani della manifestazione di piazza del Popolo, «leghista e di CasaPound», scrive Il Mattinale. L’altra accusa è di «regalare all’estrema destra l’identità di un popolo che si riconosce nei valori liberali e cristiani». É, di fatto, un’accusa di populismo, quella che viene rivolta al leader della Lega rinfacciandogli l’uso di «parole d’ordine truculente» e l’assenza di «proposte realistiche». «Il popolo di centrodestra – si legge ancora – continua a riconoscersi in valori solidi e consolidati. Provare a emarginare Berlusconi vuol dire emarginare se stessi», avverte ancora la nota politica di Forza Italia, esortando a «non fare il camerata, faresti il gioco dei compagni!».

Appello o ultimatum?

Così, dopo un lungo elenco di avvertimenti e recriminazioni, solo alla fine dell’editoriale arriva l’appello all’unità, ormai caricato con i connotati dell’ultimatum: «Ora spetta a te, Salvini. Sta a te decidere se ripercorrere la strada battuta da tutti i leader passati e presenti della sinistra o se, invece, riprendere la rotta insieme».