Farmacista suicida: è morta anche la mamma che era stata avvelenata

È morta nella notte per arresto cardiaco all’ospedale Sant’Orsola di Bologna l’anziana madre di Vera Guidetti, la farmacista suicida di 63 anni che l’11 marzo è stata trovata morta nel suo appartamento in via Zucchini, a Bologna. Alla 95enne, malata di diabete, la figlia aveva somministrato massicce dosi di insulina, le stesse che ha iniettato anche a se stessa, uccidendosi. Sul suicidio e sul tentato omicidio indaga il pm Morena Plazzi.

La farmacista suicida e quel biglietto d’accusa

Vera Guidetti era stata sentita come testimone il 9 marzo sui suoi rapporti con Ivan Bonora, pregiudicato sospettato di un furto a casa di un’anziana, commesso il 2. Prima di suicidarsi, aveva scritto un biglietto che era un atto di accusa: «Quel giudice mi ha trattata come una criminale, non ha creduto alla mia innocenza». Era stata la stessa Guidetti a consegnare alla polizia della merce (rpt: della merce), dicendo che l’aveva ricevuta da Bonora (fermato e poi scarcerato dal gip). Sul furto indagano il pm Massimiliano Rossi e il procuratore aggiunto Valter Giovannini. Ed è recente intanto il riconoscimento da parte di una donna di Budrio, nel Bolognese, di 6 quadri che le erano stati rubati nell’aprile dello scorso anno nella sua casa in campagna, in un periodo in cui erano stati commessi altri colpi in zona. I quadri erano appesi alle pareti di casa di Guidetti e non erano stati indicati alla polizia come merce consegnata da Bonora. A questo punto si potrebbero aprire altre piste d’indagine. Le immagini del materiale rubato, in gran parte appunto quadri, sono state pubblicate sul sito della Polizia di Stato. E questo è il secondo riconoscimento in pochi giorni. Nei giorni scorsi, inoltre, il caso è stato sollevato da un’interrogazione parlamentare del senatore Pd Luigi Manconi, che ha chiesto al governo di inviare gli ispettori a Bologna per verificare il comportamento del procuratore aggiunto Giovannini e degli agenti della Squadra mobile.