Farage: le leggi antirazziste discriminano il popolo inglese

Le leggi contro la discriminazione razziale nel Regno Unito sono obsolete, e il fatto che un datore di lavoro non possa preferire di assumere un britannico invece che uno straniero «fa semplicemente ridere». Nigel Farage, leader dell’Ukip prende posizione in maniera netta e senza peli sulla lingua sulle norme politically correct britanniche in tema di discriminazione. E lo fa nel corso di un documentario su Channel Four, le cui anticipazioni scatenano una tempesta di polemiche, con i laburisti che accusano il leader del Partito per l’indipendenza del Regno Unito di essere un «ignorante».
Nel documentario, Farage sostiene che l’attuale legislazione britannica contro la discriminazione razziale «forse andava bene 40 anni fa, ma non ora». E invoca la possibilità per i datori di lavoro di poter assumere dipendenti sulla base della loro nazionalità, anche se dice che non è questione di colore della pelle «perchè il nostro partito non distingue tra i colori». «Penso – aggiunge – che il datore di lavoro abbia il diritto di decidere chi assume e chi no. E penso che nella situazione in cui ci troviamo il fatto che un datore di lavoro non sia in condizione di preferire di assumere un britannico rispetto ad un polacco sia un affare di Stato. Penso che la legge andrebbe cambiata, e che se un datore di lavoro sceglie di avvalersi della collaborazione di una persona nata nel Regno Unito invece che di una nata altrove dovrebbe poterlo fare senza problemi e senza essere accusato di discriminazione.
Immediata la reazione di Downing Street, secondo cui le parole di Farage sono «estremamente preoccupanti».

 L’ironia di Farage zittisce gli avversari: burocrati, non capite

Dura anche la reazione del ministro ombra della Giustizia, Sadiq Khan. «Questa è una delle cose più scioccanti che ho mai sentito da quanto faccio politica, ed è prova di immensa ignoranza. In questo Paese abbiamo fatto enormi passi avanti nella lotta all’ineguaglianza ed alla discriminazione razziale, anche se le la situazione non è ancora perfetta. Ma ricordo che quando la mia famiglia si trasferì a Londra c’erano insegne davanti ai negozi che dicevano niente neri, niente cani, niente irlandesi. E Farage vuol tornare a quella situazione».
Lo scontro si trasferisce presto su Twitter.
Il premier David Cameron accusa il leader euroscettico di voler «attirare l’attenzione» su di sè con queste parole.
«Le leggi proteggono le persone dalla discriminazione razziale – aggiunto fuori di sé Cameron – E’ molto preoccupante che non lo capisca».
Ma subito è arrivata la replica di Farage, secondo cui «le persone che la legge non protegge sono i lavoratori britannici, neri o bianchi. E’ inquietante, anche se non sorprendente, il fatto che non ti interessi».
Nella diatriba telematica si è inserito anche il leader laburista Ed Miliband, che ha definito i commenti di Farage come «sbagliati, divisivi e pericolosi», aggiungendo che le leggi sull’eguaglianza rappresentano i valori del Paese. Anche in questo caso non si è fatta attendere la reazione del leader Ukip: «Le leggi non rappresentano questi valori, E noi crediamo nella Gran Bretagna, tu credi nella burocrazia».