“Famiglie arcobaleno” e gay in piazza con Luxuria: il futuro siamo noi

Il 3 maggio festa della famiglia. Ma non della famiglia tradizionale, quella che secondo i progressisti è amata dai bigotti, dai tradizionalisti, da coloro che hanno gli occhi bendati. Non è la famiglia papà-mamma-figlio, per carità quella è roba vecchia, chissenefrega. Il 3 maggio a Salerno suonano le trombe, suonano le campane, magari ci sarà anche qualche colpo di cannone perché si festeggiano le famiglie gay. O le famiglie arcobaleno, se preferite. E madrina sarà lei, il simbolo per eccellenza:  Vladimir Luxuria.

Famiglie arcobaleno in piazza con Luxuria

Gli organizzatori  parlano di famiglie arcobaleno e, mai come in questo caso il plurale non è un optional. Precisano, infatti, che intendono parlare a tutte le famiglie, comprese quelle omogenitoriali, monogenitoriali, allargate, ricostituite, etc. Insomma, a quelle che qualcuno a sinistra definisce “famiglie contemporanee”. E non sembri una provocazione, compresi perfino quei “figli sintetici” di cui hanno parlato gli stilisti Dolce & Gabbana scatenando un putiferio planetario, ossia i figli nati da coppie eterosessuali sterili, da donne single o da coppie omosessuali. Ma cosa ha in comune, questo vero e proprio “arcipelago familiare ” con la famiglia? Nulla, assolutamente nulla. E non è un caso se in Italia qualcuno parla di concetto “avveniristico” della famiglia e altri come posizione eversiva. Così è per la Lega di Salvini, per le instancabili Sentinelle in Piedi, che rivendicano la cosiddetta “famiglia tradizionale” (o normativa, per dirla con Charmet) come unico modello concepibile per crescere dei figli, degli ambienti cattolici.  Il 3 maggio però – assicurano gli organizzatori – non sarà occasione di polemica.  Ma le premesse perché questa ci sia comunque ci sono tutte.