Falso in bilancio, il governo cancella le soglie di non punibilità per le società

Il governo ha trasmesso al Parlamento l’emendamento al ddl corruzione sul falso in bilancio. Nel nuovo testo non sono previste più le soglie di non punibilità né in percentuale né rispetto al volume di affari, mantenendo una distinzione solo tra società quotate e non quotate e abbassando la pena per queste ultime da un minimo di uno ad un massimo di cinque anni di detenzione. Resta, invece, fissata a 3-8 anni la pena per le non quotate e la perseguibilità del reato d’ufficio.

Tempi più lungi per il ddl anticorruzione

All’impianto del testo mancherebbero ancora i pareri di alcuni ministeri. In generale il testo sul falso in bilancio è stato oggetto in queste settimane di un confronto con il ministero dello Sviluppo economico per il nodo delle tutele da garantire alle società più piccole e più esposte ad errori. Resta invece ancora indefinito l’iter da seguire per l’approvazione dell’emendamento. Bisogna stabilire se approderà direttamente in Aula o passerà prima in commissione Giustizia al Senato, dove è in corso l’esame del ddl anticorruzione. Nei giorni scorsi l’intenzione del governo di presentarlo direttamente in Aula aveva prodotto frizioni in particolare in Forza Italia.

Malan(FI): sul falso in bilancio “porcherie”in arrivo

Proprio per conto di Forza Italia è intervenuto il senatore Lucio Malan che ha contestato l’arrivo all’ultimo minuto dell’emendamento. “Il governo vuole eliminare il ruolo del Parlamento”, ha protestato. Si allungano infatti i tempi di approvazione del ddl anticorruzione. Non solo. “Sul falso in bilancio – commenta Malan – il governo o vuol fare qualche porcheria oppure vuole aiutare qualche amico”.