E Forza Italia rilancia la riforma della giustizia. Solidarietà anche dal Ncd

Solidarietà e attestazioni di amicizia, ma anche, soprattutto, riflessioni sulla natura del processo e sulle sue conseguenze. Le prime reazioni all’assoluzione definitiva di Silvio Berlusconi per il caso Ruby sono arrivate dal centrodestra e non hanno mancato di sottolineare la pesante ingerenza del caso nella vita politica italiana.

Forza Italia: «Chi lo risarcirà?»

«È un’ottima notizia che risarcisce però solo in minima parte tutto quello che ha subito Berlusconi», ha detto il consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti, auspicando che possa esserci «una riforma della giustizia che metta al sicuro l’equilibrio della democrazia nel nostro Paese». Dopo di lui sono stati  in molti a intervenire anche via twitter, da Maurizio Gasparri che ha parlato di «fine di una persecuzione», a Debora Bergamini che ha parlato di «grande gioia dopo tante amarezze e tante montature». Tra i big azzurri però ci si chiede ora chi risarcirà il Cavaliere per quanto accaduto. «La domanda è d’obbligo: chi ripagherà il leader di Forza Italia dalla denigrazione e dal massacro mediatico a cui è stato sottoposto in questi anni?», ha chiesto il deputato azzurro Luca D’Alessandro. Sulla stessa linea anche la vicepresidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini, che in un tweet ha scritto: «Assolto, ma chi risarcisce Berlusconi della sofferenza e dei danni politici di questi anni?».

Anche il Ncd contro «il fanatismo» giudiziario

Ma solidarietà al Cav e riflessioni sulla natura dell’inchiesta sono arrivati anche da parte del Nuovo Centrodestra. «La Cassazione ha confermato che il processo Ruby non stava in piedi da nessun punto di vista», ha commentato Fabrizio Cicchitto, aggiungendo che la sentenza della Suprema Corte «è dunque la totale disfatta di chi lo ha costruito e portato avanti, dal procuratore generale Bruti Liberati alla pm Ilda Boccassini». «Ed è la testimonianza – ha proseguito l’esponente del Ncd – che il fanatismo è esattamente il contrario di una equa amministrazione giustizia».