“Difendiamoci”: bagno di folla per la Meloni a Venezia. Le immagini dell’evento

«Ho un ottimo rapporto con Tosi, con Zaia e con Salvini. Avevo offerto la piazza per dire di venire a darsi la mano. Spero che si possa ricomporre lo strappo perché sarebbe un peccato rischiare di regalare al centrosinistra una regione in cui la Moretti, in condizioni normali, non potrebbe vincere mai». L’ha detto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, appena arrivata a Venezia per la manifestazione promossa da Fratelli d’Italia, con in testa anche Ignazio La Russa, sui temi delle tasse, della sicurezza e contro la corruzione. Il corteo si è concluso in campo san Geremia, davanti alla sede della Rai. «Vogliamo far nascere un nuovo centrodestra – ha detto La Russa – e oggi chiudiamo il cerchio dopo la manifestazione della Lega a Roma, di cui siamo stati ospiti. Oggi ricambiamo il gesto per fare fronte comune contro la politica di Matteo Renzi“. «Siamo qui – ha puntualizzato – per protestare contro le tasse, la delinquenza, il malaffare e la corruzione, con un grande segno di passione ma anche pronti alla proposta”. «Abbiamo governato 20 anni con la Lega – ha poi sottolineato, riguardo al rapporto con il Carroccio – ma se prima c’era bisogno di una mediazione tra le parti, perché certo la secessione per noi non andava bene, ora possiamo stare assieme con più facilità, perché questi ostacoli sono scomparsi».

Migliaia di persone in piazza a Venezia

«Tante persone sono scese in piazza oggi a Venezia per vivere un altro importante momento di quel fronte anti-Renzi che abbiamo costituito come primo fulcro per non morire renziani, ma per costruire un’alternativa al Governo e ai suoi mandanti, cioè l’Europa di burocrati e tecnocrati, che tiene conto solo degli interessi delle lobby», ha spiegato Giorgia Meloni presentando la manifestazione “Difendiamoci”. «Ci siamo ritrovati su alcune sfide – ha sottolineato – con tanta di quell’Italia reale che il Governo ha dimenticato, puntando assolutamente a costruire un fronte serio di opposizione, aperto a chiunque vuole aderire”. «Abbiamo scelto Venezia – ha aggiunto Meloni – sia perché qui si vota, sia perché è un simbolo di quelle piccole e medie imprese vessate e costrette a chiudere, di quegli imprenditori costretti a gesti estremi dal Governo. Ma siamo qui anche per manifestare la nostra solidarietà a Graziano Stacchio – ha detto, in riferimento al benzinaio di Ponte di Nanto (Vicenza) che ha sparato a dei banditi, uccidendone uno – , che merita una medaglia d’oro. Non è voluto intervenire, ma rispetto le sue scelte perché capisco il suo non voler essere trasformato in un eroe».

La Meloni non entra nella lite interna della Lega

«In queste ore preferisco non sbilanciarmi sulle questioni interne alla Lega Nord: dico soltanto che spero che si possano ricomporre le questioni aperte, perché ritengo che sarebbe un grande errore e un peccato dividere quel fronte che ha ben governato in Veneto e offrire un’occasione in più ad Alessandra Moretti», ha poi spiegato la Meloni, a Venezia, sul tema alleanze alle regionali venete. «Nel fissare questa data – ha rilevato riguardo all’assenza del segretario del Carroccio alla manifestazione in corso – sapevo di rischiare sulla possibilità di presenza di Salvini, che non è potuto intervenire per impegni personali, ma con il quale ieri ho voluto fare una conferenza stampa congiunta in Liguria per spiegare che questa assenza non ha nessun significato politico. E non voglio entrare sul tema di quanto possano aver eventualmente pesato i problemi veneti, anche se, in questa vicenda, Salvini è parte terza». Riguardo all’assenza di Tosi e Zaia, ai quali aveva rivolto un invito per una “pacificazione”, Meloni ha detto: «Spero ancora in una loro stretta di mano: a tal fine, io ho offerto loro questo palco, questa piazza e quel che racconta, cioè la voglia di continuare a vincere in questa Regione. Certo, rimane molto difficile per la sinistra vincere qui, ma il rischio che mi spaventa di più è quello di fare una non bella campagna elettorale», ha poi aggiunto, prima di prendere la parola nel tardo pomeriggio.