De Luca, candidato ineleggibile, ora chiede al Pd di cambiare la legge

La Legge Severino? “E’ una legge demenziale”. A dirlo non è Berlusconi, ma l’ex sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, il trionfatore delle primarie in Campania. Il politico che con ostinazione ha messo imbarazzo il Pd, rigettando ogni tentativo di bloccargli la strada e invito a farsi da parte avanzato dalle stanze del Nazareno, non le manda a dire. Rivolto ai gruppi parlamentari del Pd li sollecita a risolvere “i nodi” della legge per “ripristinare il diritto e il rispetto per il voto dei cittadini”. “La battaglia contro la Severino è una battaglia di civiltà”, sottolinea in una intervista  a Repubblica.

De Luca chiede la modifica della legge

La legge che vieta le cariche amministrative a chi ha ricevuto una condanna anche solo in primo grado, secondo Vincenzo De Luca “è un groviglio, una mostruosità giuridica”. Un problema che il legislatore deve risolvere. E non c’è “un minuto da perdere”, aggiunge. Vedremo come si comporterà il Pd renziano che finora ha fatto muro in difesa di questo impianto legislativo. Anche se ora si intravede qualche segnale diverso. Per la prima volta, annota ancora De Luca, il vicesegretario Debora Serracchiani ha riconosciuto che c’è un problema e che va risolto.

Per il Pd un candidato ineleggibile

In che modo e in quali tempi, nessuno lo dice. L’argomento è delicato, come è intuibile. Con le regionali alle porte, quello che era un rischio, ossia la possibilità di avere un candidato ineleggibile ope legis, è diventato realtà. E non è facile nascondersi dietro un dito. “Si sapeva che c’erano questi problemi – ha ricordato Antonio Bassolino – Bisognava provvedere a settembre con una candidatura condivisa: una soluzione concordata tra De Luca e Cozzolino. Rispetto a Cozzolino, che aveva appoggiato Cuperlo alla segreteria nazionale, De Luca ha potuto dire che il candidato renziano era lui”. Così ora Renzi si trova nei pasticci. Alle prese con una candidatura che tale non può essere. Un rebus., appunto.